Se non arriveranno presto i soldi sarà sciopero. Noi è soltanto una minaccia quella dei lavoratori del palazzo Ducale, perché per tutelarsi dalle insidie di norme calendario lo sciopero lo hanno già indetto, nello stesso momento in cui hanno proclamato lo stato di agitazione. Domenica 13 aprile il Museo potrebbe allora rimanere chiuso al pubblico perché, come spiegano i sindacati, i servizi essenziali che vanno comunque garantiti sono le attività di tutela e di conservazione del patrimonio storico artistico. Probabilmente non si arriverà a tanto. «La rivendicazione riguarda soltanto fondi che il Ministero per i beni e per le attività culturali ha già assegnato ma ritarda ad accreditare», spiega il responsabile della Cgil funzione pubblica Florindo Oliverio. Circa 104 mila euro, poco meno di 200 milioni di vecchie lire, per «competenze economiche accessorie maturate nell'anno 2002». In pratica straordinari, festivi e premi di produttività del novembre e del dicembre scorsi. «Ci aspettiamo una risposta in tempi brevissimi - continua Oliverio - e di non arrivare neanche allo sciopero». La situazione preoccupa i sindacati anche perché il Ministero non ha ancora accreditato neppure i fondi per la normale amministrazione della soprintendenza mantovana. «Altrimenti avrebbe anticipato i pagamenti al personale attingendo ad altri capitoli di bilancio», dice il sindacalista. In effetti la soprintendente Giuliana Algeri sostiene le ragioni dei lavoratori del Ducale. Ma sullo sciopero si è detta perplessa. «Ho partecipato ad una riunione con i sindacai! mercoledì e in quella sede hanno deciso la proclamazione dello stato di agitazione, un atto con il quale si da una scadenza di almeno quindici giorni alla controparte per rispondere alle richieste. Invece il giorno dopo è stato indetto lo sciopero. Mi sorprende». E' ancora Oliverio a motivare la decisione: «Se non l'avessimo fatto, non avremmo potuto prevedere un'altra data prima di metà maggio. Infatti - spiega - la norma impone che sia dato un preavviso di alméno dieci giorni e che non si possa scioperare sotto Pasqua. Ma è soltanto una garanzia, perché spero che la situazione si risolva prima». BR