I cavalli e le carrozze in piazza San Carlo, i tendoni delle bancarelle di Porta Palazzo, gente in costume da bagno ai Murazzi, il treno a vapore che passa da via Carmagnola e poi manifestazioni di piazza degli anni Settanta, operai e operaie nelle fabbriche che non ci sono più, greggi di passaggio per le vie del centro.... Eccola, la città del tempo passato. Vive nelle migliaia di fotografie pubblicate online su una pagina che si chiama «Torino sparita su Facebook». Più di 26 mila persone iscritte al gruppo postano ogni giorno immagini di luoghi, circostanze e persone che appartengono «alla Torino che cambia nel tempo», per dirla con e parole dei due amministratori, Danilo Tancredi e Rino Turturro. E alla fine scorrere quelle immagini è come sfogliare un libro della storia recente della città. Gl iscritti al gruppo ripescano e condividono sulla pagina facebook vecchi album di famiglia, discutono fra loro, si chiedono aiuto l'un l'altro per identificare un luogo, un anno, per chiarire dettagli. Ma ci sono anche le fotografie offerte da archivi storici di associazioni, istituzioni, società (sono invece pochissimi i filmati pubblicati). Alcune foto sono corredate da indicazioni precise sul luogo e la data dello scatto, altre mostrano angoli anonimi ma spesso riconoscibili da monumenti o edifici sullo sfondo. Le regole del gruppo sono elencate all'inizio del viaggio nelle immagini: no pubblicità, no turpiloquio, offesa, polemica, no biasimo all'architettura urbana, no discriminazioni razziali, sessuali, religiose... Sì a qualsiasi ricordo che riguardi la geografia del territorio, l'edilizia, la toponomastica, gli usi e i costumi della Torino che non esiste più. E allora ecco le insegne o le facciate di vecchi negozi, ristoranti, vinerie, pasticcerie; l'immagine della motonave Vittoria che viaggiava lungo il Po e che fu affondata il 2 maggio del 1940; un laboratorio sartoriale allestito per strada, un lustrascarpe a due passi dal piazza Castello. O ancora: le tranvie colorate per le strade del centro, gli autobus rossi dei decenni del boom economico, perfino la semina delle patate al parco del San Valentino. Era il 1941 ed era un'altra Torino. Sparita, appunto. Per riaffiorare su Facebook.