Firenze elimina il restauro e spiana la strada ai grandi capitali Una Variante urbanistica spiana la strada alla speculazione immobiliare nel centro storico. Non solo. La variante a breve in Consiglio comunale mette a rischio tutti i monumenti, tutti gli edifici vincolati, dagli Uffizi alla Manifattura Tabacchi, da Palazzo Pitti alla villa di Rusciano. Su di essi, grazie all'abolizione del vincolo di restauro, si potrà operare come sui capannoni di periferia: con la "ristrutturazione edilizia". Sarà la Soprintendenza, tramite trattative riservate, caso per caso, a decidere il destino della città monumentale. Mentre il Comune elude un suo obbligo costituzionale: la pianificazione del territorio comunale. Allargando le maglie d'intervento sui grandi "contenitori" dismessi e favorendone la vendita, la Variante accelera i processi di spossessamento e di espulsione dei cittadini dalla città storica già in atto da decenni. Sulla situazione di Firenze, e le possibili ricadute del provvedimento, sta lavorando il gruppo Urbanistica di perUnaltracittà che interviene con più voci all'incontro: Mercoledì 28 marzo, ore 17 Spazio InKiostro, in via degli Alfani, 49, Firenze. Ne parliamo con: Ilaria Agostini, ricercatrice, Università di Bologna Miriam Amato, consigliera comunale attivista di Potere al Popolo Antonio Fiorentino, architetto urbanista Roberto Budini Gattai, ricercatore, Università di Firenze coordina Ornella De Zordo.