Oggi picchetto sotto il Correr con la solidarietà di guide turistiche e librerie cittadine VENEZIA. Accordo rifiutato, presidio sotto le Procuratie e causa legale in arrivo. Ieri l'assemblea dei lavoratori dei bookshop museali ha respinto la proposta di Museum Musei, il consorzio che nelle prossime settimane subentrerà all'editrice Skirà nella gestione dei punti vendita, aprendo così a una stagione di proteste e scioperi. Si comincia con stamattina, ai piedi del museo Correr, dove i lavoratori si schiereranno a picchetto con il sostegno delle guide turistiche di Venezia e delle librerie cittadine, che da settimane esprimono la loro solidarietà ai «colleghi». Il nuovo appaltatore, che subentra per i prossimi tre anni, non ha alcun obbligo di assorbire i dipendenti già in servizio, visto che il bando non presenta una clausola sociale vincolante e anzi ha manifestato l'intenzione di sostituire buona parte del personale, che ha giudicato inadeguato dopo una serie di colloqui di valutazione. La maggiore criticità sollevata dal gruppo è la scarsa conoscenza della lingua inglese, parlata fluidamente da meno di un terzo dei 17 lavoratori oggi in forze dietro ai banconi delle librerie dei Musei Civici veneziani. «Se l'inglese era importante al punto da diventare dall'oggi al domani causa di licenziamento, come mai Comune e fondazione non hanno vigilato affinché Skirà, in questi anni, adempisse ai propri obblighi di formazione continua? - attacca Monica Zambon, di Filcams Cgil - Nei bookshop lavorano persone che hanno costruito la loro professionalità in decenni di esperienza diretta, non è accettabile che vengano lasciate in strada perché improvvisamente si cambiano i requisiti, diventerebbe un precedente speculativo molto pericoloso». La proposta dei sindacati prevedeva dei corsi di lingua, ma Museum non aveva intenzione di pagare e ha ribattuto con un accordo per l'assunzione di due terzi dei lavoratori, mentre i restanti sarebbero dovuti essere licenziati da Skirà per poter godere di sei mesi di disoccupazione con cui procedere alla formazione; solo allora il consorzio si riservava una possibile assunzione. Bocciata senza appello, la proposta potrebbe ora essere rielaborata, ma intanto i rapporti tra le parti si fanno sempre più tesi: ieri, per l'assemblea sindacale, la fondazione Musei Civici si è rifiutata di mettere a disposizione uno spazio, mentre mercoledì i dipendenti sono rimasti a bocca aperta nel vedersi sfilare davanti i loro possibili sostituti, che raggiungevano palazzo Ducale per i colloqui di lavoro con Museum.