«La Carta nazionale del paesaggio si rivolge a chi avrà future responsabilità di governo indicando una strategia. Con la speranza che il paesaggio italiano venga messo finalmente al centro di tutte le politiche pubbliche». È raro che il sottosegretario uscente (qui Ilaria Borletti Buitoni, ai Beni culturali) si rivolga al successivo governo. La Carta presentata ieri deli-nea una strategia per il paesaggio attaccato dalla speculazione, dalla mancanza di tutela che spesso producono disastri ambientali. La Carta ricorda che il governo del paesaggio è complesso: occorre «promuovere l'educazione e la formazione alla cultura e alla conoscenza», tutela e valorizzazione diventano «strumento di coesione, legalità, sviluppo sostenibile e benessere anche economico». Non sono vaghezze. Un paesaggio malgovernato è nemico del Bello e della sicurezza (frane e alluvioni), e se non è protetto finisce facilmente nelle mani della malavita organizzata che lo avvelena (discariche tossiche).