A Torino ci sono 160 mila alberi censiti 15 sono stati riconosciuti patrimonio italiano Torino è bella. Ricca di palazzi antichi, corsi maestosi e soprattutto di verde. A dispetto dello stereotipo di città grigia, Torino è stata inserita dal Mit di Boston tra le città con più verde al mondo. D'altronde a guardare bene non c'è immagine o cartolina di Torino che non abbia un albero. E tra i 160 mila alberi censiti, ben 15 sono stati (finalmente) riconosciuti monumenti italiani. Vuoi per la dimensione, vuoi per la morfologia, per la rarità della specie oppure per la loro età, quindici piante cittadine sono divenute patrimonio nazionale e come tali tutelate e oggetto di particolare attenzione da parte delle amministrazioni. L'ufficialità è arrivata poche settimane fa con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero delle politiche agricole. Per arrivare a questo risultato c'è voluta un'intensa attività di catalogazione, realizzata soprattutto dalle Regioni e dai Comuni. In Piemonte la materia è normata da più di 20 anni, ma solo nel 2013 sono state dettate le disposizioni nazionali che hanno portato alla redazione dell'elenco e hanno previste multe dai 5 mila ai 100 mila euro per chi abbatte o danneggia un albero monumentale. In Italia sono stati considerati monumentali 2407 alberi, di questi 164 sono in Piemonte e 15 a Torino. Sotto la mole l'albero più vecchio è forse il grande platano della Tesoriera, lungo corso Francia, che non a caso viene chiamato il «nonno». Secondo alcuni fu piantato nel 1717, secondo altri nel 1797, ma sta di fatto che esisteva già quando il corso era chiamato viale Francia e al posto del cemento c'erano i campi di cereali con filari di olmo e gelso. Altro albero anzianotto è il platano di Villa Rey, divenuto monumento per l'architettura vegetale. Soprannominato «il platano di Cavour» per la sua età. Alcuni credono che sia coetaneo se non più anziano del suo collega della Tesoreria. Purtroppo sta iniziando a sentire gli acciacchi dell'età ed è probabile che non vedrà ancora molti inverni (che per un albero secolare può significare anche una decina di anni). Un altro bellissimo platano sorge proprio sulla collinetta dei giardini Cavour. Viene considerato uno dei più belli della città ma purtroppo qualcuno senza rispetto l'ha marchiato con lo spray. A poca distanza, sempre ai giardini Cavour, c'è un ginkgo biloba di 27 metri. Anche lui rientrato a pieno titolo tra gli alberi monumentali. Sempre nel centro di Torino si erge una rarità: la zelkova carpinifolia, meglio nota come olmo del caucaso. E' una pianta tipica delle zone caucasiche, ma sotto la mole si può trovare ai Giardini Reali. La forma e la sua ampia chioma caratterizzano la noce del caucaso di 27 metri del Giardino Sambuy, in piazza Carlo Felice. Anche per lui l'età non è certa, tra i 100 e i 200 anni. Sicuramente c'era già quando è stata realizzata la vecchia stazione di Porta Nuova. La maggior concentrazione di alberi monumentali è al Valentino. Anche qui sorgono tre antichissimi platani, uno nei pressi della Fontana 12 mesi, alto quasi 40 metri, uno vicino al Borgo medievale e uno di fronte all'Eridano. Nel parco, un posto di rilievo lo occupa la farnia secolare che sorge proprio di fronte all'Imbarco del Re e alla Reale Società Canottieri Cerea. Attorniata dalle «roccaglie», i caratteristici arredi murari del parco, la pianta regala alla città un piccolo angolo da film. Sempre vicino al borgo medievale sorgono tre bellissime farnie di 27 metri di altezza, inserite nell'elenco nazionale per la loro architettura. Purtroppo unico esemplare monumentale non inserito in un parco è quello di corso Novara, nei pressi del cimitero monumentale di via Catania. Sorge in uno spartitraffico ma ha guadagnato ugualmente un posto d'onore nell'elenco nazionale.
Corriere della Sera
13 Marzo 2018
Torino. Hanno tronchi e radici ma sono monumenti
LI
Livia Fonsatti
Corriere della Sera
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Bene culturale
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