L'associazione ha vinto al Tar : no al bando modello fari, basta hotel VENEZIA. Il Comitato di cittadini che combatte per la Vida, ovviamente e poi l'associazione di Poveglia, che ha appena vinto al Tar contro il Demanio e altri gruppi e associazioni che si battono perché i beni pubblici non siano privatizzati. Il corteo che parte oggi alle 15 da San Giacomo è nato per protestare contro lo sgombero della Vida ma strada facendo è diventato un corteo che vuole porre all'attenzione della città l'importanza del patrimonio pubblico. Il corteo, dal campo dove da cinque giorni il Comitato presidia la Vida sgomberata, si muoverà verso rio Marin, raggiungerà palazzo Grandi Stazioni, da qui San Bortolo e Ca' Farsetti; infine, dopo aver attraversato il ponte di Rialto e campo San Polo, tornerà a San Giacomo. «Se l'attuale classe politica non è in grado di gestire i beni della collettività, non per questo può arrogarsi il diritto di svenderli», tuonano i portavoce del gruppo. In testa al corteo con il comitato per la Vida, ci sarà l'associazione di Poveglia, che ha visto acogliere dal Tar il suo ricorso contro la decisione del Demanio di non concedere loro l'isola per sei anni, per sistemarla, dopo l'asta andata male. bando. «E' una sentenza importante dice il legale dell'associazione Francesco Mason perché chiede al Demanio di non lasciare nell'incuria i beni pubblici. L'agenzia ora dovrà riesaminare la domanda di concessione sulla base dei punti fermi contenuti nella decisione del Tar: tenere in considerazione l'attualità dello stato del bene e delle proposte specie quello che vengono dalla società civile e rispondere nel merito della nostra richiesta. Siamo per il dialogo: confidiamo in un incontro urgente con la Direzione del Demanio». E se la valutazione per la concessione temporanea di una parte dell'isola di Poveglia all'associazione alla cui istanza il Tar ha riconosciuto «finalità di indubbia rilevanza sociale e collettiva» è discrezionale, lo è però «tra alternative concrete e immediate. In mancanza di queste come dimostra il fatto che dal 2015 ad oggi la situazione a Poveglia sia rimasta sostanzialmente invariata il Demanio dovrà rivalutare concretamente la nostra domanda» conclude il legale. Tra le richieste dell'associazione vi è anche la sospensione dell'ordinanza che impedisce l'accesso a Poveglia, almeno nella parte nord dell'isola «un filo spinato invisibile circonda l'isola commenta Giancarlo Ghigi un divieto alla navigazione di 20 metri che non ha precedenti in laguna», per poter continuare l'azione di manutenzione e tutela del verde. «Non vogliamo che il Demanio faccia un altro errore prosegue Gianfranco usare il bando solitamente destinato ai fari per l'isola di Poveglia, perché vorrebbe dire trasformarla nell'ennesimo albergo: come è successo in questi anni a 22 strutture su 24 rientrate nel bando». In aprile l'associazione organizza un convegno sugli usi civici dei beni comuni, cui sono state invitate personalità come Salvatore Settis e Carlo Montanar e tutti quei cittadini che, in Italia, si stanno occupando del recupero dei beni che lo Stato ha abbandonato o svenduto.