I sottosegretari Bono e Drago col fronte del no: «È giusto che a pronunciarsi siano le amministrazioni comunali» MODICA, Lo «stato maggiore» del fronte del no alle ricerche petrolifere nei siti Unesco della Sicilia si da appuntamento a Modica - tra Quasimodo, il barocco e la cioccolata - per ribadire che il territorio ha già scelto il suo futuro. Che è nel turismo e nei beni culturali; nell'artigianato e nella valorizzazione delle tradizioni locali. Non certo nelle trivellazioni e in un ritorno al passato. E arriva anche una sorta di «diktat» alla giunta regionale di Governo, dopo la bocciatura all'Ars del provvedimento di tutela dei siti Unesco. «Chi non è d'accordo, può andarsene». Il sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono, di An, quello agli Affari esteri, Peppe Drago, Udc, e l'assessore regionale al Turismo, Fabio Granata, An, hanno alzato il tiro contro Alessandro Pagano, assessore forzista della giunta Cuffaro, favorevole alle ricerche petrolifere. E la «guerra» delle trivelle si inasprisce. «None una rivalità personale tra assessori - afferma Granata, nel corso dell'incontro con i giornalisti all'Hotel Principe d'Aragona - è un dibattito politico che investe le scelte di fondo sul destino dell'economia siciliana. Il presidente Cuffaro ha preso ufficialmente posizione. Per noi, il petrolio in questa zona non esiste perché il petrolio è in superficie ed è rappresentato dalla nuova idea di sviluppo che, con successo, portano avanti le amministrazioni, le imprese nel campo turistico, agricolo, culturale e artigianale. Su questa strada noi non ci fermiamo. I cinque siti Unesco della Sicilia (Villa del Casale di Piazza Armerina, Valle dei Templi di Agrigento, Isole Eolie, città barocche del Val di Noto, Siracusa e necropoli di Pantalica) sono, soprattutto, cinque luoghi di eccellenza del turismo internazionale e devono avere una immagine coerente, negata, invece, da un drappello sparuto dell'Are che, nell'ombra, ha voluto colpire, con il voto segreto, una chiarissima tendenza di sviluppo voluta dai siciliani. Non capisco, poi, perché Pagano, da delegato ai Beni culturali, non parli di questi argomenti con le Sovrintendenze piuttosto che con i responsabili delle società petrolifere». «La "guerra" nel governo regionale sulla vicenda delle concessioni per le ricerche petrolifere nei siti Unesco è una situazione imbarazzante se non addirittura inquietante - ribadisce Bono - ed è una cosa inesatta quella che afferma Pagano sui piani di gestione. Esistono e, anzi, quello del Val di Noto è stato determinante per l'iscrizione delle città barocche tra i siti Unesco». «Se si parla di piani di gestione - dichiara, infine, il sottosegretario, Drago - bisogna andare oltre: se ci sono obbrobri nel territorio, vanno eliminati. Con il distretto del Sud-Est, abbiamo deciso di puntare sulla nostra storia e sul nostro territorio. Non ci possono essere né dubbi, né imposizioni dall'alto. Le scelte di sviluppo appartengono al territorio e, a settembre, si potrebbe tenere una riunione congiunta di tutti i consigli comunali delle città delle province di Ragusa e Siracusa per un dibattito che porti alla votazione di un atto di indirizzo finale. Se gli eletti rappresentano il territorio, è giusto che si pronuncino».
Nella Cdl s'inasprisce la guerra delle trivelle. Da Modica An e Udc attaccano Pagano sulle concessioni per le ricerche petrolifere in Val di Noto
I sottosegretari Bono e Drago del fronte del no alle ricerche petrolifere nei siti Unesco della Sicilia si sono incontrati a Modica per ribadire che il territorio ha già scelto il suo futuro nel turismo e nei beni culturali. Hanno criticato l'assessore Pagano, favorevole alle ricerche petrolifere, e hanno affermato che il petrolio non esiste in questa zona. Il presidente Cuffaro ha preso posizione a favore del fronte del no, affermando che il petrolio non esiste e che le amministrazioni locali devono avere una immagine coerente. I sottosegretari hanno anche criticato Pagano per non aver parlato con le Sovrintendenze piuttosto che con le società petrolifere.
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