I beni andranno all'asta. Palmieri: «Attenti a evitare ribassi» NAPOLI. Il Comune di Napoli batte cassa e mette all'asta 13 immobili di pregio. Alloggi, ex scuole, uffici comunali e ruderi: Palazzo San Giacomo avvia, dopo molti anni, una seconda fase di alienazione. La procedura è stata possibile grazie alla collaborazione del Consiglio notarile dei Distretti riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, e della Borsa immobiliare di Napoli. Ad operare, per conto del Comune, sarà la sua partecipata Napoli Servizi che si occupa della gestione e manutenzione del patrimonio immobiliare. Primo passo necessario per poter procedere all'asta è stata la redazione di una convenzione con la Camera di Commercio napoletana che ha permesso di redigere «rapidamente le necessarie perizie di stima del più probabile valore di mercato degli immobili». Passaggio successivo è stata l'intesa con il Consiglio notarile che avrà un ruolo centrale di coordinamento «per consentire il rispetto delle procedure, delle modalità e delle tempistiche di esecuzione delle aste» con l'obiettivo di dare maggiore impulso alle vendite, con particolare riferimento allo strumento dell'asta pubblica. «È un'azione che ha una rilevanza strategica ha detto l'assessore comunale al Patrimonio Ciro Borriello e che consente finalmente di partire con il piano di dismissione che tanto aiuterà le casse del Comune di Napoli». Gli immobili messi all'asta sono il complesso Monachelle a Pozzuoli, per cui il Comune ha ottenuto l'autorizzazione alla vendita dalla Soprintendenza regionale; l'ex colonia giovanile Montagnelle a Torre del Greco; l'edificio ex Fimoper a Napoli; l'ex Villa Cava a Marechiaro (che ha un valore d'asta stimato in un milione e 155mila euro); gli ex uffici comunali di via Rosaroll; ex ritiro Santa Maria ad Agnone; 3 appartamenti a Palazzo Cavalcanti, in via Toledo (da 320, 151 e 145 metri quadrati, stimati rispettivamente 2,2 mila euro al metro quadrato il primo e 2,2 mila euro gli altri due); gli ex magazzini comunali in via Argine; il parco Cisternina a Saviano; l'ex asilo nido e scuola materna a Ponticelli; il magazzino oggetti smarriti del Comune; gli ex uffici comunali di via Nicola Galdo; l'ex stazione elettrica alla Scala di Montesanto. Le aste si svolgeranno attraverso la piattaforma «Ran» del Notariato sul cui sito sono stati già pubblicati i preavvisi di asta con le perizie di stima. Secondo il regolamento comunale, la prima asta è bandita al prezzo base pari al valore stimato dalla Borsa immobiliare e in caso di mancata aggiudicazione verrà bandita una seconda asta. Qualora anche la seconda asta non dovesse avere un aggiudicatario sarà il Comune a valutare le proposte attraverso la trattativa privata riducendo del 10 per cento il valore stimato dalla Borsa immobiliare. «La procedura di vendita all'asta di 13 beni del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli necessita di un supplemento di attenzione per evitare la svendita degli immobili. Una vendita sotto costo che rappresenterebbe un danno per le disastrate casse di Palazzo San Giacomo», dice Domenico Palmieri, presidente della Commissione Trasparenza. Il quale sottolinea che «si tratta di beni di grande valore di mercato che devono essere sottratti a qualsiasi operazione di speculazione. L'accordo previsto con il Consiglio notarile e con la Camera di commercio offre delle garanzie, ma saremo vigili per evitare manovre al ribasso». Polemici tre consiglieri di maggioranza del gruppo Agorà: Langella, Simeone e Sgambati, che lamentano che la commissione Patrimonio non sia stata messa al corrente dell'annuncio fatto in conferenza stampa dal Comune. Con Borriello che però ricorda: «Erano decisioni assunte e votate mesi fa da Consiglio comunale».