Hotel, plateatici, merci e Veritas: cresce la protesta. Sono 137, ma solo sulla carta VENEZIA. Plateatici di ristoranti a bloccare gli ormeggi delle barche, pontili privati di hotel e ristoranti al posto del carico e scarico e passerelle che fanno gridare tutti allo scandalo per come e dove sono realizzate. È sempre più difficile per un residente spostarsi in barca, i canali e i rii sono sempre più trafficati e quando si arriva a destinazione trovare un «parcheggio» è un incubo, un po' come, in terraferma, nei giorni dello shopping natalizio o dei saldi quanto di strisce blu vuote non c'è nemmeno l'ombra. Ma se un autista può continuare a girare finché qualcuno se ne va, in barca è più complicato. Le proteste montano, sui social con le foto dei pontili degli hotel e come tam tam tra le calli. E' nato anche un Comitato cittadino in difesa delle rive pubbliche, che ha scritto all'amministrazione: «Denunciamo la progressiva chiusura delle rive pubbliche - si legge - In questi mesi assistiamo ad una serie di interventi senza più regole, scalinate ostruite da passerelle e rive occupate da plateatici». A conferma della sua denuncia, il Comitato ha allegato le immagini delle due passerelle private finite nell'occhio del ciclone: quella dell'hotel al ponte Priuli e la seconda sul rio di Noale, autorizzata per un anno come via di fuga per un ristorante che altrimenti non avrebbe ottenuto l'agibilità. Ma non ci sono solo questi due esempi: in rio della Tana a Castello ben tre rive sono ostruite. «Chiediamo che siano predisposti spazi da usare a ore davanti all'ospedale, al cimitero, a Ca' Farsetti e piazzale Roma», propone il Comitato. La richiesta non è passata inosservata ma, fa notare la polizia municipale, il traffico tra rii e canali è sempre più elevato e c'è, spesso, un uso improprio degli spazi acquei. Ci sarebbe chi, trovato un ormeggio, lascia la barca per intere giornate. Inoltre, con il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, Veritas di mattina occupa molte più rive di una volta. «La settimana scorsa abbiamo avuto un confronto con amministrazione e Veritas, il problema è noto e vogliamo contribuire a trovare soluzioni», dice Francesco Tagliapietra, responsabile dei trasportatori di Ascom Confcommercio. A Venezia ci sono 137 rive, alcune delle quali destinate ai taxi acquei (13), altre a vigili o altri enti pubblici come il tribunale, altre ancora sono destimnate alla raccolta rifiuti. Quelle utilizzabili dai cosiddetti diportisti scendono a 91 e prevedono lo stazionamento di mezzi larghi al massimo 2,40 metri e di 5 tonnellate di stazza lorda per un'ora. Alcuni spazi sono promiscui, se riservati a Veritas possono essere usati dopo le 12, se al trasporto di merci tra le 19 e le 4 e in caso di gondole tra le 4 e le 9. «I clienti spesso ci chiedono servizi a orari precisi, il "fresco" come il latte deve arrivare per primo, alle 6, seguono i trasporti per lavanderie, grande distribuzione e bevande e solo dopo i servizi per negozi e dei corrieri espressi - sottolinea Tagliapietra - stiamo collaborando per migliorare le cose, adattando i mezzi alle misure necessarie per entrare nei rii (massimo 3 metri di larghezza, ndr) e si sta iniziando a parlare di motori ibridi ma il costo è ancora alto». Per rio della Tana sembra imminente una soluzione che liberi le rive bloccate mentre i trasportatori chiedono di usare per la passerella del ristorante di rio di Noale per il carico e scarico di tutti. Chi non riscontra problemi sono i tassisti: «Abbiamo rive dedicate - dice Valter Cici, referente dei tassisti di Ascom - il nodo è che ci sono sempre più barche in città».