II coordinatore del partito al fianco di Granata sui divieti nella Val di Noto. Contrari i titolari dell'Industria e dei Beni culturali Nania: "Fermare le sonde ". Ma D'Aquino e Pagano dicono no Contro gli scavi anche il sottosegretario Drago, "quarantenne" dell'Udc. Oggi sarà a Ragusa per un altro incontro pubblico TRIVELLE no, trivelle sì. Non accenna a raffreddarsi lo scontro sui pozzi di metano nella Val di Noto, che ha già incendiato il governo regionale. E nel giorno in cui il presidente Cuffaro mette il suo stop alle polemiche scoppiate tra il titolare dei Beni culturali, Alessandro Pagano, e del Turismo, Fabio Granata, è proprio il partito di quest'ultimo, An, che sposta l'asse dello scontro all'interno della maggioranza, entrando in rotta di collisione con Forza Italia. «Siamo consapevoli dice il coordinatore regionale del partito, Domenico Nania della necessità di un ripensamento dell'idea di sviluppo che costruisca benessere e occupazione attorno all'inestimabile patrimonio materiale e immateriale dell'Isola. Per questo sosterremo al fianco di Granata e Cuffaro la coerenza sulla scelta di fondo, a iniziare dal no alle ricerche petrolifere nelle aree patrimonio dell'umanità. An ritiene indispensabile costruire attorno a quest'idea il governo dei percorsi economici in Sicilia». Una posizione ben diversa da quella degli assessori forzisti Alessandro Pagano (Beni culturali) e Antonio D'Aquino (Industria) , per i quali le trivellazioni non vanno vietate tout-court, e sono compatibili con i vincoli imposti dall'Unesco e dalle soprintendenze ai Beni culturali tanto nelle zone dichiarate Patrimonio dell'umanità quanto nelle zone di rispetto. La scelta di mediazione di Cuffaro di vietare le ricerche solo nelle aree di pertinenza è però condivisa dall'assessore Pagano: «Sono d'accordo spiega sarei il primo a saltare dalla sedia se si trivellasse nelle zone vincolate. Mail vincolo imposto a tutto il territorio è un'altra cosa». Secondo Pagano, però, né l'aula (che ha dato voto contrario), né la giunta (che ha disposto la revoca della concessione alle cinque aziende petrolifere impegnate nella Val di Noto), potranno tornare a esprimersi sulla questione. E per disporre nuovi vincoli la Regione potrà agire attraverso il piano energetico o i piani regionali di gestione dei siti. Oggi, a Ragusa, l'assessore Granata tornerà alla carica sulla questione con un incontro pubblico, al quale parteciperanno il sindaco di Modica, Piero Torchi, e il sottosegretario agli Esteri Giuseppe Drago, "quarantenne" dell'Udc e dunque avversario interno del presidente Cuffaro, che in questa battaglia è schierato a fianco di Granata. Un tassello in più per rendere l'intera vicenda ancora più complessa dal punto di vista politico.
Sicilia. Trivelle, An e forzisti ai ferri corti
Il partito An, al fianco di Granata, si oppone alle sonde petrolifere nella Val di Noto. Il coordinatore regionale, Domenico Nania, sostiene che le ricerche non devono avvenire nelle aree patrimonio dell'umanità. An ritiene che il governo debba costruire percorsi economici in Sicilia. L'assessore Pagano (Beni culturali) e l'assessore D'Aquino (Industria) sostengono che le trivellazioni non devono essere vietate in tutte le aree, ma solo nelle zone vincolate. Il presidente Cuffaro ha vietato le sonde solo nelle aree patrimonio dell'umanità. L'assessore Granata tornerà a Ragusa per un incontro pubblico per discutere la questione.
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