Cuffaro: "Stop alle ricerche, ma non dovunque: la linea è questa" "Sulle concessioni decido io gli assessori abbassino i toni" NIENTE più trivelle a caccia di metano, ma solo nelle aree di pertinenza dei siti Unesco e non in tutto il territorio dei comuni tutelati. Il presidente Salvatore Cuffaro intende mettere la parola fine alla querelle scoppiata nel governo sulle trivellazioni nella Val di Noto: «È ora di abbassare i toni», dice ai suoi assessori. Che in settembre saranno «chiamati ad attenersi alla linea del governo»: trivelle vietate, ma solo nelle aree strettamente pertinenti ai siti tutelati. Dunque, a debita distanza si potrà continuare a cercare il metano. Presidente Cuffaro, due assessori del suo governo, entrambi di Forza Italia, si schierano contro il divieto alle trivellazioni.Non è più un «fatto personale» tra Granata e Pagano: ora anche l'assessore all'Industria, competente in materia, annuncia la sua contrarietà. Le sembra ancora una situazione normale? «La dialettica di chi sente la responsabilità di governo può riservare toni accesi e confronti serrati su temi fondamentali, come lo sviluppo della Sicilia. E non è un problema di destra o di sinistra. Il voto trasversale dell'aula ha dimostrato che sia a destra che a sinistra c'è chi si è schierato a favore della ricerca di idrocarburi, così come c'è chi ritiene che debba essere fermata, ritenendola incompatibile conia vocazione turi-stico-ambientale della nostra terra. A proposito, ho sentito D'Antoni parlare di teatrino sulle trivellazioni. Mi piacerebbe sapere che parte recita lui, visto che sarebbe giusto sapere da che parte sta». Il governo risolverà questo specifico caso? Lei da che parte si schiera? «Ho sempre dimostrato rispetto verso le decisioni del Parlamento. Ma su un argomento così delicato è di fondamentale importanza che il governo chiarisca in modo inequivocabile la linea. Il mio pensiero, che ho già espresso in aula e sul quale ho lasciato libertà di voto, è quello di non autorizzare nuove trivellazioni nelle aree di pertinenza dei siti Unesco. E avendo la responsabilità di dettare la linea del governo, a settembre, nella prima riunione di giunta, sarò io stesso a ribadire con determinazione questa posizione, alla quale i miei assessori saranno chiamati ad attenersi». Crede che con questa atmosfera il governo terrà fino alla fine della legislatura o sarà necessario qualche «ritocco», un secondo rimpasto? «Non credo sia necessario nessun ritocco, né tanto meno un rimpasto». Se esclude il rimpasto, crede allora che queste tensioni siano utili a convincere gli alleati sull'anticipazione del voto? «Le tensioni sono ingigantite dal tema trattato, ma non credo possano incidere sulla tenuta della coalizione. Credo sempre nell'opportunità di anticipare le elezioni in Sicilia, e a settembre illustrerò questa mia convinzione agli alleati. Decisioni su temi così importanti devono essere collegiali». «Il problema è grave ed è politico»: l'assessore Granata lo ha detto più volte commentando le questioni turismo e trivelle. L'attrito tra An e Forza Italia è sempre più forte, nel mezzo ci siete lei e l'Udc. Quali sono i reali problemi interni del centrodestra siciliano? «Comprendo e rispetto tutti, ma di una convinzione personale non si può farne una questione politica. E alcune tensioni sono in qualche modo naturali verso la fine della legislatura. Se devo giudicare dai fatti, vedo una coalizione in ottima salute, che su provvedimenti fondamentali, come la legge sul turismo, ha dato prova di coesione. Credo però che ora sia giunto il tempo di abbassare i toni delle polemiche, più o meno personali. E ritrovare la serenità necessaria per attuare gli impegni assunti coni siciliani. A settembre, alla riapertura dell'Ars, sono già calendarizzate alcune norme fondamentali attorno alle quali richiamerò alla responsabilità deputati e partiti». La legge sui consorzi fidi è rimasta appesa, provocando l'ira delle imprese. L'agenda legislativa prevedeva il voto del pacchetto competitività in giugno, e adesso se ne parlerà a settembre, con un maxi provvedimento che lei intende blindare. Forza ltalia continua a premere sull'urgenza di queste leggi, ma secondo lei l'aula riuscirà ad andare oltre la Finanziaria? «Senza alcun dubbio alla riapertura sapremo mantenere fede agli impegni assunti. Approveremo le leggi di riforma della formazione professionale, il pacchetto competitività, la riforma Urbanistica e tutti gli altri provvedimenti che ci siamo impegnati a portare a compimento. E quindi anche bilancio e Finanziaria».
Sicilia. Cuffaro agli assessori "Sulle trivelle giù i toni"
Il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, ha deciso di mettere fine alle ricerche di metano nelle aree non tutelate dai siti Unesco. La decisione è stata presa dopo una serie di polemiche tra il governo e i comuni sulla questione. Cuffaro ha affermato che le ricerche di metano sono vietate solo nelle aree strettamente pertinenti ai siti tutelati. L'assessore all'Industria, competente in materia, si è schierato contro il divieto alle trivellazioni. Cuffaro ha anche affermato che il governo terrà fino alla fine della legislatura e che non ci saranno ritocchi o un rimpasto.
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