Nel 2009 nascerà vicino alle piramidi di Giza il "Grande Museo Egizio" Zahi Hawass: «Sarà come una delle sette meraviglie» II ministro della cultura Hosni: «Costerà 550 milioni di dollari, ma si prevede un flusso annuo di7milioni di visitatori» La tradizione di erigere monumenti faraonici in riva al Nilo continua anche nell'Egitto moderno e trova pieno compimento nel "Grande Museo Egizio", un enorme comprensorio polifunzionale, che sarà realizzato in tutte le sue parti nel 2009. Si tratta di un complesso avveniristico, direttamente a contatto con il luminoso passato delle Dinastie fa-raoniche, vistane l'ubicazione a ridosso delle piramidi di Giza e della Sfìnge, che a guardia dell'eternità dell'area sacra più famosa della storia fungerà da tramite ideale con una struttura destinata a raccoglierne l'eredità e a eternarne il nome. Il progetto, che ormai più di due anni fa è risultato vincitore del ' concorso, è firmato dell'architetto Shih-Fu Pene, dello Studio Heneghan di Dublino, e prevede la realizzazione di un vasto numero di edifìci direttamente nel deserto con vista appunto sulle piramidi. In primo luogo il Grande Museo Egizio, con la facciata in alabastro lucido, che permetterà alla luce del sole di penetrare,, opportunamente filtrata e dunque dagli effetti attenuati, all'interno della costruzione. La ricca collezione esposta presenterà un'organizzazione diacronica, ad iniziare dal periodo predinastico, e lo sviluppo di vaste tematiche per ogni momento temporale considerato: «In particolare verrà data ampia considerazione alle attività di corte, ma anche alla vita quotidiana delle classi subalterne, in un rimando ininterrotto di elementi, in grado di suggerire confronti tra diversi stili di vita, a loro volta indicativi dei differenti livelli di sviluppo sociale», dice Yasser Mansour, coordinatore generale del nuovo museo. Particolare attenzione verrà conferita all'esperienza di Amarna, centrale nella storia dell'Egitto e più in generale nel percorso di maturazione in sen,-so monoteista del sentimento religioso occidentale: un simile esperimento di attenzione religiosa rivolta a un unica divinità prese vita con Amenophis IV (Akhenaton), che attorno al 1350 a. C. impose l'adorazione di Aton, il dio-Sole, come elemento centrale ed esaustivo del precedente pantheon, da lui eliminato. I reperti di Amarna, provenienti da scavi per lo più recenti o fino ad ora relegati nel dimenticatoio dei magazzini di altri musei in Egitto e all'estero, saranno numerosi e significativi e abbelliranno con la loro austera presenza numerose sale dell'erigendo spazio museale. A contornare gli spazi espositiyi e a rendere maggiormente fruibili le antichità in mostra saranno pensati pannelli con testi, grafici, foto e ricostruzioni al computer, redatti in più lingue e di semplice consultazione; inoltre sale per conferenze, spazi adeguati per mostre temporanee e persino un auditorium completeranno l'opera degli architetti, che «stanno per dar corpo a una delle sette meraviglie del mondo moderno, proprio a ridosso dell'unica tra le sette meraviglie dell'antichità ancora in piedi: la piramide di Cheope», fa rilevare Zahi Hawass, direttore del Consiglio supremo delle Antichità egizie e archeologo sempre presente dove vi sia un avvenimento di impatto mondiale. Di fronte alla possibile obiezione se una simile costruzione non deturperà la prospettiva visiva sulla piana di Giza, l'architetto Shih-Fu Pene fa notare la scarsa invasività dell'intero comprensorio, che risulterà discreto e funzionale e che sarà opportunamente isolato da un ampio muro di cinta, realizzato con pietre semipreziose. E i costi per un simile "mostro" architettonico? Su questo aspetto delicato si è mostrato rassicurante Farouk Hosni, ministro della Cultura del governo Mubarak: «1550 milioni di dollari previsti per la realizzazione del Grande Museo Egizio non devono spaventare! - ha assicurato Hosni - Saranno infatti in parte a carico di numerosi enti benefici o scientifici internazionali e in parte raccolti con i proventi delle esposizioni di pezzi pregiati all'estero, come la mostra di parte del tesoro di Tut Ankh Amon (una lo scorso anno a Basilea, un'altra in corso a Los Angeles). Il governo del Cairo dovrà sborsare ben poco! E poi da non dimenticare i benefìci: si prevede che il flusso annuale turistico, oggi attorno a 7 milioni di unità all'anno, possa aumentare di un milione di visitatori grazie al nuovo Museo».