Così stabiliva il decreto del '93 dell'ex ministro Un decreto del 1993 potrebbe salvare la farmacia Pitti dallo sfratto. L'atto, che porta la firma dell'allora ministro per i Beni Culturali Alberto Ronchey, tutela sia la destinazione d'uso dello storico esercizio che gli arredi. Un asso che i legali del dottor Piero Piacenti, il titolare, potrebbero giocarsi già questa mattina, quando in Palazzo Vecchio l'assessore allo sviluppo economico Cecilia Del Re incontrerà la proprietà della palazzina del civico 2 che sarà trasformata in una residenza extra lusso con ingresso e reception proprio dalla farmacia. Obiettivo della Del Re: trovare un accordo per evitare che la farmacia Pitti, aperta nel 1810, sia costretta a tirare giù il bandone definitivamente. E un appiglio l'assessora potrebbe trovarlo proprio in quel decreto di 25 anni fa: «Considerato che la destinazione d'uso a farmacia recita l'atto del ministero risulta consolidato oramai da due secoli e che caratterizza anche l'immagine pubblica del contesto architettonico urbano (come il portale d'ingresso con insegna e decorazioni simboliche) è dichiarata di interesse particolarmente importante ai sensi degli articoli 1 e 2 della legge 108939 la Farmacia Pitti con la sua attuale destinazione d'uso unitamente a tutti gli arredi che ne costituiscono imprescindibile presupposto e viene quindi sottoposta a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge». Certo, per cantare vittoria è ancora presto visto che il soprintendente Andrea Pessina ha chiesto un parere al ministero in quanto «si tratta di un caso davvero raro. Ma leggendo l'atto del '93 sembrerebbe che lì debba starci la farmacia. Indubbiamente in questo modo si comprime quello che è il diritto alla proprietà dato che i proprietari dell'immobile sono diversi dai titolari della farmacia ma se 25 anni fa hanno deciso di vincolare anche la destinazione d'uso un motivo ci sarà. In ogni caso attendiamo una risposta ufficiale da Roma». Intanto in Oltrarno la raccolta firme indirizzata alle istituzioni e ai proprietari dei locali va avanti e oramai ha abbondantemente superato le 1.000 sottoscrizioni (sabato ha firmato anche il sindaco Dario Nardella che ha promesso nuove regole per salvare i negozi storici). E da domenica si può sostenere la farmacia Pitti anche firmando on line la petizione su Change.org.