Il giurista succede allo storico scomparso nella guida della Fondazione Napoli. Il giurista Mario Rusciano è il nuovo presidente della Fondazione Ville Vesuviane, istituita nel 2009 per tutelare i 122 immobili monumentali settecenteschi del Miglio d'Oro. Il Consiglio di gestione dell'Ente lo ha eletto all'unanimità nella sua prima riunione dopo la scomparsa di Giuseppe Galasso, restato alla guida della Fondazione per otto anni. Nell'occasione Rusciano, che resterà in carica fino alla nomina del nuovo Consiglio, in regime di prorogatio, da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ha sottolineato che la sua presidenza transitoria si muoverà in «assoluta continuità» con quella di Galasso. Professore emerito di diritto del lavoro già ordinario dell'ateneo federiciano e presidente del Polo delle Scienze Umane e Sociali, da consigliere anziano della Fondazione, nello scorso mercoledì della nomina del Cdg composto anche da Antonio D'Auria, Massimo Lo Cicero e Paola Villani, ha ricordato con accorate parole il professor Galasso sottolineandone i meriti alla guida della Fondazione di Villa Campolieto a Ercolano. «Questa di oggi è la prima adunanza del Consiglio di Gestione della nostra Fondazione senza Giuseppe Galasso - ha detto alla presenza, tra gli altri, del direttore generale Paolo Romanello e i revisori Francesco Marcone e Maurizio Napoli -. L'ultimo incontro qui lo avevamo avuto a dicembre e ci siamo scambiati gli auguri per Natale e per l'anno nuovo. Fino a dieci giorni fa non avrei lontanamente immaginato di dover presiedere questo Cdg al suo posto e di doverne ricordare la figura. Pur abbastanza avanti negli anni, la sua lucidità mentale, la sua forza d'animo e la sua incessante capacità progettuale lo facevano apparire "immortale". Tutti noi sentiamo il dolore della perdita e la pesantezza dell'assenza. Sentimenti che forse solo il tempo potrà attenuare, sostituendovi la nostalgia... Interrogando la nostra coscienza, ci ricordava il dovere civico, "volontario" e "gratuito", di servire le istituzioni specie quelle culturali per la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e ambientale, che, nella sua storica saggezza, riteneva essenziali per lo sviluppo civile e per la crescita del Mezzogiorno».