COME spesso capita da queste parti, anche il permesso di ricerca degli idrocarburi rilasciato alla società texana Panther Oil ci ha messo poco a diventare esempio emblematico di confusione e cattiva politica. Trattandosi di argomento che si presta alle scelte ideologiche, forse è necessario cercare di ricostruirne brevemente la storia. Cominciamo ricordando come la concessione alla Panther Oil rientri in un pacchetto di autorizzazioni firmate dopo che - per ben due anni - il Servizio idrocarburi della Regione aveva condotto i suoi studi e dopo il via libera concesso nel settembre del 2003 dal Consiglio regionale delle miniere. Nel giugno di quell'anno era stato pure approvato il disciplinare che exnovo regolamentava il settore, prima prova d'esistenza di una legge regionale sulla ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi risalente al2000. I SETTE permessi e le cinque concessioni dell'ottobre 2003 servivano a scopi diversi: i permessi per studiare preliminarmente il sottosuolo, le concessioni per le trivellazioni tese alla scoperta di giacimenti di metano e petrolio. Si trattava di dodici nuove autorizzazioni che andavano ad affiancarsi alle tredici gi à in vigore in regime di duopolio per conto dellaSarcis e dell'Erri, ma la vera novità erano i permessi. Quello ottenuto dalla Panther interessava un territorio di circa 747 chilometri quadrati, con dentro il barocco di Noto e Mo -dica ma anche le testimonianze ellenistiche del fiume Tellaro. La Panther affermava che nel sottosuolo di Noto aveva individuato una sorta di trappola stratigrafica contenente gas, a una profondità di circa 2000 metri subito battezzata "Eureka gas field". Che si trattasse di un territorio dall'equilibrio fragile si sapeva, ma anche gli altri permessi di ricerca si riferivano a zone a rischio. Basti pensare che uno dei permessi rilasciato all'Eni- riguarda la zona di Morgantina. Del resto, la stessa Eni già conduce i suoi scavi alla ricerca di gas e petrolio a Noto e a Ragusa. La Panther aveva buone credenziali, ci si felicitava per l'arrivo di nuovi capitali e per l'interesse degli investitori. Così il 31 marzo del 2004 l'allora assessore all'industria Marina Noè firmò i decreti di concessione, e nella successiva conferenza stampa sottolineò i vantaggi derivanti dalle future royalties. Era presente anche l'amministratore della Panther, che spiegò come la sua compagnia fosse specializzata nello sviluppo di campi petroliferi considerati marginali dalle major del settore e cercò di rassicurare gli astanti. Disse che l'impatto sul territorio sarebbe stato minimo e i vantaggi notevoli, che la sua compagnia era interessata solo al gas e non al petrolio, che avrebbe lavorato in collaborazione con la Regione. La sua concessione durava sei anni, gli investimenti previsti ammontavano a 43 milioni di euro e le royalties per la Regione e i Comuni interessati raggiungevano il 7 sul prodotto: anche il grande metanodotto che attraversa la zona sembrava pronto ad accogliere gli eventuali frutti di scavi e ricerche. Bella o brutta che fosse, la concessione sembrava inserirsi in un ragionamento e forse anche in un embrione di progetto sull'energia e i suoi costi. In ogni caso, non c'era stata nessuna forzatura. Alla Regio-n e avevano avuto tutto il tempo per riflettere, studiare, valutare i prò e i contro e poi decidere. I Comuni interessati non erano stati coinvolti più di tanto ma nessuno stupore, tutto rientrava nella tradizione accentratri-ce della Regione. Le concessioni risultavano firmate dall'assessore Noè ma le decisioni erano frutto di un processo durato anni, la firma in calce ai documenti non bastava a stabilire filiazioni. Il ridicolo balletto successivo ha scavalcato i dati economici e il futuro energetico, piantando le sue bandiere nel fertile humus dell'emotività. L'assessore Noè, rea d'aver svenduto la sua terra allo straniero, è stata promossa Consulente per gli affari istituzionali anche se nessuno ha provato a difenderla. Il governatore è stato d'accordo con le concessioni, poi ci ha ripensato. In futuro, siccome quelli della Panther non intendono giocare a rimpiattino forse sarà di nuovo d'accordo. Chiamato a togliere le castagne dal fuoco, il successore della Noè ha dichiarato «è tutto a posto, ora dovremo studiare come uscirne». L'Ars s'è ritrovata a votare lasciandosi prendere dall'antipatia per Granata che, da parte sua, rivendica primogeniture su ambiente e autonomia e lancia proclami come se a dare i permessi fosse stato un losco governo accentratore e non la coalizione di cui fa parte. Nel frattempo lo scambio dì reciproche accuse fra Pagano e Granata diventa perfido, conquistandosi il merito di divertire il cittadinoelettore. Insom-ma, si recita a soggetto. L'unica voce che non si riesce ad ascoltare è quella dell'opposizione.
Sicilia. Una recita a soggetto
Il permesso di ricerca degli idrocarburi rilasciato alla società texana Panther Oil è stato un esempio di confusione e cattiva politica. La concessione è stata firmata dall'assessore all'industria Marina Noè nel 2004, dopo un processo di valutazione che durò anni. La Panther aveva buone credenziali e prometteva investimenti e royalties per la Regione e i Comuni interessati. Tuttavia, la concessione ha suscitato polemiche e accuse di corruzione, con l'opposizione che non è stata ascoltata. L'assessore Noè è stata promossa Consulente per gli affari istituzionali, mentre il governatore ha dichiarato che tutto è a posto, ma poi ha ripensato.
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