In meno di una settimana l'appello per «salvare dallo sfratto» la farmacia di piazza San Felice ha superato le 500 firme. Ma tra oggi e domani la petizione è destinata a irrobustirsi con la mobilitazione delle due parrocchie di zona: San Felice in Piazza e San Pietro in Gattolino. Don Gianfranco Rolfi, che guida entrambe le parrocchie, metterà un banchino per raccogliere l'adesione dei fedeli. Per salvare dallo sfratto la farmacia Pitti ora scendono in campo due parrocchie: San Felice in piazza e San Pietro in Gattolino, popolarmente detta di Serumido. Don Gianfranco Rolfi (parroco della prima e amministratore della seconda) , che in questa battaglia si sta impegnando in prima persona, ha deciso di mobilitare anche i suoi fedeli mettendo nelle due chiese un banchino per raccogliere le firme. Si inizia questa sera alle 18 in San Pietro in Gattolino e si continuerà domani mattina dalle 11 in San Felice. Intanto, la petizione lanciata dai residenti dell'Oltrarno lunedì scorso sta riscuotendo enorme successo nel quartiere e non solo, tanto che ieri sera le sottoscrizioni erano già a 550. «Un successo esulta Maria Guida, ideatrice della petizione Ogni giorno decine di persone mi chiamano, anche da altre zone di Firenze, per chiedere dove poter andare a firmare. Domani saremo in piazza Santo Spirito per convincere altra gente a darci il loro appoggio». La «chiamata alle armi» partita dalla riva sinistra d'Arno sembra inarrestabile e ha come obiettivo il salvataggio di quella farmacia che si trova in una palazzina che presto potrebbe diventare una residenza di lusso aperta nel 1810 ma di cui si hanno notizie già dalla metà del Quattrocento. I proprietari dello stabile al civico 2 hanno comunicato la disdetta del contratto, che scadrà nel 2019, e chiesto la rimozione del vincolo della sovrintendenza sugli arredi del negozio. Ma a quanto pare i giochi sono ancora tutti aperti.