Campus per Architettura. Il rettore del Poli: «Il Nervi a noi» Aimaro Isola usa la metafora del rizoma per descrivere l'invasione verde, la «germinazione» che metterà le proprie radici nel padiglione sotterraneo disegnato sessant'anni fa da Riccardo Morandi, dove attorno a una nuova piazza ipogea troveranno posto le aule e i laboratori del campus di Architettura. La vegetazione tornerà ad essere preminente al Valentino. L'asfalto e le auto scompariranno dal parco. E due nuovi filari di platani allungheranno il viale storico sul fianco di corso Massimo D'Azeglio fino al piazzale davanti Torino Esposizioni. Ma il progetto a cui il professor Isola, novant'anni appena compiuti, ha lavorato insieme all'architetto spagnolo Rafael Moneo, rischia di essere una rinascita a metà. Se il raddoppio degli spazi del Politecnico sotto la volta del Quinto Padiglione diventerà presto una realtà come ha confermato ieri il neo rettore Guido Saracco alla presentazione del masterplan, ricordando lo stanziamento di 30 milioni deciso dal suo predecessore Marco Gilli , il trasferimento della biblioteca civica centrale sotto gli archi di Pier Luigi Nervi appare come un sogno sempre più evanescente. «Per il momento ha chiarito l'assessore all'Urbanistica, Guido Montanari la città ha optato per una riqualificazione graduale, per fasi. Il trasferimento della biblioteca resta il traguardo, ma costerebbe almeno 40 milioni di euro, e al momento ce ne sono a disposizione soltanto 17». La soluzione: «Procedere per gradi chiarisce il vicesindaco , iniziando a mettere in sicurezza l'edificio e a rifare gli impianti, per consentirne un utilizzo temporaneo come spazio espositivo». Gli eventi rimasti senza casa dopo aver detto addio al Lingotto non mancano. Artissima e il Salone del Gusto sono alla ricerca di una collocazione. E Torino Esposizioni potrebbe essere una soluzione. Ma mancano sei mesi all'appuntamento con le due fiere. «E non so ragiona il vicesindaco se per quella date saremo pronti. Senza contare poi che ci sono altre aree su cui stiamo ragionando per quei due appuntamenti». A cominciare dagli spazi di Mirafiori Tne. Il capolavoro di Ettore Sottsass e Pier Luigi Nervi resterà, insomma, in una specie di limbo mentre le ruspe si metteranno al lavoro per scavare, sotto il Padiglione 5, un altro piano sotterraneo dove troveranno posto una quindicina di nuove aule. È il «rizoma» immaginato dai professionisti dello studio Isolarchitetti: la terra, le piante e il prato che ricopriranno la struttura. «Un connubio l'ha definito il professor Isola tra natura e sapere». Ma anche «l'occasione ha detto l'architetto Moneo per ridare vita a due importanti monumenti della città, che altrimenti rischierebbero di andare in rovina, usando un tatto minimalista che non copra la visione di quelle strutture straordinarie». Un parco del sapere che potrebbe non limitarsi al confine con il monumento al Duca d'Aosta. «L'ambizione è andare oltre il padiglione Morandi. Quello è un primo passo ha sottolineato il rettore Saracco, preparandosi all'ipotesi che il Comune non riesca ad intervenire sul resto del complesso che ci porta a valutare un secondo intervento del Politecnico anche sull'edificio di Nervi».