E' certo deprecabile che il nostro Museo più celebre, celebrato, ricco di capolavori, gli Uffìzi a Firenze costringa a lunghe, faticose, impossibili code i turisti in attesa d'ammirarne i capolavori sommi, specie per questioni di sicurezza e personale ridotto. E' però altrettanto vero che le nuove realtà di protezione di luoghi o capolavori sommi dell' Occidente obbligano un po' ovunque a lunghe file sfiancanti, là dove esistano musei o luoghi che calamitano il turista, da Parigi a Londra, a New York. E' la nuova realtà imposta da guerre, terrorismo, eventi drammatici che scuotono o sconquassano le principali città d'Occidente, e non solo. Bisogna abituarsi a convivere con la realtà, meglio che rischiare bombe devastanti o kamikaze in luoghi di bellezza, meditazione, ammirazione, godimento di cultura. Del resto l'esistenza negli aeroporti la dice lunga sui mutamenti, code infinite, e orali inaffidabili degli aerei in questo nostro XXI secolo, rispetto al passato. Lo scandalo vero in Italia è altro: la riduzione dei visitatori stranieri, per i consueti motivi tutti viaggiano meno e con paura, ma soprattutto gli italiani che non visitano i loro musei. Inutile ripetere che possediamo il patrimonio culturale più importante nel mondo Occidentale, e in quantità superiore agli altri. Taluni fra i musei rilevanti della Penisola, come quello splendido, l'Archeologico di Reggio Calabria che conserva le nostre origini, nonché i celebri Bronzi di Riace che costituirono quasi fenomeno da baraccone in anni passati, e soprattutto la mirabile «Testa di filosofo» che, sola, vale il viaggio. Ebbene con luoghi splendidi intorno, comprese le spiagge di Scilla e Cariddi, un mare e paesaggio indimenticabili, un ragguardevole afflusso di italiani, nonché stranieri, è il meno visitato dei musei italiani di un certo peso. In pratica ogni città, villaggio, chiesa d'Italia possiede qualcosa di importante da ammirare, le vacanze sarebbero ottima opportunità per ammirarli. Fin luoghi memorabili come le ville di Tiberio a Capri registrano rare presenze rispetto all'incremento di visitatori, anche italiani, al giorno. Che dire? Meglio le code, ardue, faticose che il vuoto assoluto, o la scelta di lunghe nuotate a scapito di siti o musei fra i più belli del mondo.
Musei. Meglio code che deserti
Il testo lamenta la situazione dei musei italiani, in particolare gli Uffizi a Firenze, che sono costretti a lunghe code di turisti a causa di questioni di sicurezza e personale ridotto. Tuttavia, il testo sostiene che questa situazione non è unica e che molti altri musei e luoghi di bellezza in Occidente sono afflitti da problemi simili a causa di eventi drammatici e guerre. Il testo conclude che è meglio affrontare le code e le lunghe attese per visitare i musei che il vuoto assoluto e la scelta di passare il tempo in altre attività.
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