Nicola Cecchi Movimento 5stelle Caro direttore, lo sviluppo armonico e socialmente equilibrato della nostra città è tema cruciale. Negli ultimi anni Firenze si è riempita di negozi di scarpe, kebab, diffusori di street food di ogni tipo e grandi centri commerciali che hanno sopraffatto le nostre botteghe storiche, portando molte alla chiusura. Ne ricordo una: la storica sartoria teatrale, emigrata a Pisa nel disinteresse anche dell'amministrazione comunale. La gestione del turismo sembra lasciata al caso, in mano ad un'assessora, Paola Concia, che non è di Firenze ed ha speso il suo primo anno di mandato a cercare di conoscere la città senza trovare misure alternative alla pressione dei flussi di massa che stanno cannibalizzando la città. Firenze è patrimonio dell'umanità dal 1982, dichiarata così da Unesco sì per i suoi monumenti ma anche per quel particolare tessuto urbano che rappresenta nel mondo la fiorentinità. Questo dobbiamo tutelare oggi. E per farlo dobbiamo mantenere le botteghe storiche e i residenti nel centro storico, affinché continuino a costituire un polo di interesse e attrazione unico al mondo. Per noi Firenze dovrebbe coltivare un turismo di maggior respiro e durata, che voglia far esperienza diretta di come si vive nella nostra città, scoprendola tra le più belle al mondo da questa prospettiva. Indirizzare parte dei turisti verso musei minori e attrazioni periferiche come le Ville Medicee dei dintorni, è una strada, finora purtroppo poco esplorata. L'incapacità della giunta fiorentina di gestire i flussi turistici sta generando conseguenze negative anche in termini di reddito. Bene che il concetto di reddito di cittadinanza lanciato tempo fa dal Movimento 5 Stelle sia piaciuto così tanto al Pd da proporre prima il «reddito di inclusione», a Firenze precluso a molti, e ora addirittura, per bocca della senatrice Rosa Maria Di Giorgi, il «reddito di residenza», ma anche in questo caso, come sull'Oltrarno il tema vero è la credibilità della politica e quella si vede dalle scelte prima che dalle dichiarazioni d'intenti. Noi ci siamo adoperati e ci adopereremo per rilanciare le nostre botteghe artigiane che chiudono anche per mancanza di giovani apprendisti, e su questo un ruolo cruciale lo giocheranno quelle scuole professionali che vogliamo rigenerare, gli incentivi all'innovazione tecnologica per vincere la sfida del mercato globale e anche quel fisco amico che altri annunciano e noi attueremo. Poi ci continueremo a spendere per la tutela del territorio, delle strade e dei lungarni, effettiva e programmata, come volano di sviluppo e reddito, incluso il trasporto pubblico elettrico e diffuso capace di ridurre l'inquinamento. Il reddito di cittadinanza sosterrà chi in tutto questo rimarrà, anche solo per poco, indietro. I turisti fanno vivere la nostra città, non sono la peste, ma dobbiamo farli convivere con noi, evitando assurde sostituzioni. Pensiamo prima alla qualità della vita dei fiorentini e il turismo troverà la giusta dimensione.
Corriere della Sera
22 Febbraio 2018
Firenze. I turisti non sono la peste, né la priorità
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Nicola Cecchi
Corriere della Sera
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