Perra: spopolamento causato dalla denatalità, non da Airbnb. Ma ci sono dati e dati... «Il boom della locazione turistica è evidente, lo dimostra il gettito fiscale. Ma lo spopolamento del centro, causato dalla locazione turistica, invece non è evidente». Dopo i casi dei due palazzi di piazza San Felice in procinto di trasformarsi in affitti per turisti, l'assessore al Bilancio Lorenzo Perra contesta la «desertificazione del centro: lo spopolamento c'è ma è legato alla denatalità, non al turismo». n confronto su numeri e statistiche. Il tema è il centro, in particolare l'Oltrarno, dopo il caso di piazza San Felice, aggredito dagli affitti turistici, dai residence, dagli Airbnb. Un processo di desertificazione che, questa l'accusa, sta riducendo la città a parco a tema per i visitatori. «Il boom della locazione turistica è evidente, basta guardare il gettito delle imposte. Ma lo spopolamento del centro, causato dalla locazione turistica, invece non è evidente». Lorenzo Perra, economista (ed ex editorialista del Corriere Fiorentino ), ora assessore al bilancio di Palazzo Vecchio, prende i dati della residenza anagrafica, quella ufficiale, dal 2006 al 2018: «Più 0,55. Cambia la popolazione, ci sono più stranieri, sia fuori che in centro». Dal 1980 si è registrata l'espulsione dei residenti verso l'hinterland da 460 mila a 363 mila nel 2008 poi dal 2009 i residenti sono leggermente aumentati fino agli attuali 377 mila, di cui 66.531 nel Quartiere 1; di questi, 11.294 non italiani. Perra punta il dito contro il bassissimo tasso di natalità. Il saldo è da 10 anni negativo: circa 1.600-1.800 persone l'anno la differenza tra deceduti e nati nel Comune di Firenze. Se la popolazione resta stabile è merito degli immigrati, italiani e non. «La stima è di 335 italiani in meno in centro, nel 2017. Ma è un trend nazionale, non fiorentino, anche agli stranieri di seconda generazione fanno meno figli dei loro padri» insiste Perra. Così in centro, per l'assessore, si verifica «un fenomeno di sostituzione: quando l'anziano muore, difficilmente la sua casa viene abitata dai figli. Non è la locazione turistica, ma solo la natalità a desertificare il centro. Comunque con una popolazione costante». Alla tesi dell'assessore, oltre che con l'evidenza dei racconti di chi il centro lo abita e lo vive, è facile obbiettare che lui parla di residenza «anagrafica», da cui si dovrebbero però estrarre quelli che in realtà hanno il domicilio altrove, insomma quelli che in centro risultano residenti ma magari sono domiciliati altrove. «Ma c'è anche il fenomeno inverso. Ed i dati di Vodafone sui movimenti dei cellulari ci dicono che in centro, di qua d'Arno, descritto ormai come deserto da anni, di notte in media ci sono oltre 33 mila persone invece che i 18 mila registrati all'anagrafe», continua l'assessore. Dati su cui ci sono forti incertezze, non fosse altro che per la presenza dei frequentatori della movida. Così come mancano i dati per singolo «rione» del centro: i residenti sono aumentati a San Jacopino (che con le Cascine fa parte del Quartiere 1), a San Lorenzo, alla Stazione e magari diminuiti in Oltrarno? «Studieremo queste dinamiche. Posso presumere che ci siano molti residenti che lavorano altrove, hanno il domicilio in campagna o hanno la residenza fittizia per non pagare l'Imu ribatte Perra ma a noi non tornano neanche i vostri dati sul mercato immobiliare. Secondo l'Agenzia delle Entrate, il costo massimo in Oltrarno a metro quadro è 4.200 euro, la percentuale di case vendute è inferiore al resto della provincia». Si tratta comunque di 4.800 case vendute, nel 2016 (ultimi dati disponibili). Trovare davvero case a quel prezzo è un'impresa: Tecnocasa e gli agenti immobiliari della zona dicono cose diverse dall'assessore. E si torna al fatto che un quarto delle case vengono comprate per metterle a rendita con i turisti. «Quello che mi dicono gli agenti immobiliari è che prima si compravano case per affitti a studenti o lavoratori, ora si preferisce il turismo a breve. Ma le statistiche non confermano un enorme flusso di case in uscita». Il lungo confronto si chiude con Perra che ricorda tutto quello che il Comune ha fatto per far emergere gli affitti turistici in «nero» o in «grigio», dall'accordo con Airbnb al lavoro con la Finanza contro l'evasione all'albo obbligatorio per gli Airbnb proposto dalla Regione: «Non voglio banalizzare: ci deve essere un rapporto corretto tra affitti per turisti e affitti per residenti. Ma noi lavoriamo con leggi e regole vigenti. Con la tassa di soggiorno estesa agli Airbnb arrivano milioni di euro al Comune, ora chiediamo a Stato e Regione nuovi strumenti. Per la residenza abbiamo abbassato l'Imu per gli affitti di lungo periodo, a canone concordato, e l'abbatteremo ancora di più. Ma se non affrontiamo il fenomeno della natalità, non vediamo la realtà del vero problema».