I dipendenti avrebbero lavorato mille ore in più del dovuto. Di Corato: «Tutto a norma» Hanno attentato alle regole dell'arte con Gioconde baffute e le provocazioni del movimento più antiborghese di Zurigo (la mostra sul Dada). Esposto «Amanti in blu» e visioni di un premio Nobel («March Chagall. Anni russi 1907-1924») e portato in Santa Giulia il manifesto di disordine di Lawrence Ferlinghetti. Oltre a mostre straordinarie, Brescia Musei ha fatto anche gli straordinari: turni in ufficio fino a mezzanotte per allestire le esposizioni e ferie arretrate. Nei mesi scorsi, i dipendenti della fondazione hanno scritto ai sindacati: avrebbero fatto mille ore in più del dovuto. Per questo, hanno chiesto una programmazione più razionale del carico di lavoro. Vorrebbero anche il servizio mensa e il premio di fine anno (da variare in base a qualifiche e contratti): secondo voci di corridoio, l'anno scorso non sarebbe stato versato a tutti ma solo a tre, quattro persone. I sindacati riferiscono di «una mala gestione» e per questo, dopo un fitto carteggio, hanno chiesto degli incontri con il direttore Luigi Di Corato e il cda. La trattativa è ancora in corso, ma al momento le richieste più urgenti sono due: la mensa e il premio. La fondazione, nei giorni scorsi ha dato un parere informale (è in attesa della riunione del consiglio a fine mese) sulla prima questione: il servizio mensa sarà garantito. Per il premio, si sta valutando, ma ci sarebbero segnali di apertura. Ancora da chiarire la questione degli straordinari: sono di normale amministrazione nelle settimane in cui si deve allestire una mostra, ma i dipendenti chiedono che vengano gestiti in modo più razionale. «Hanno sempre usufruito, in alcuni casi anche con generosità, della banca ore, recuperando i riposi» fa sapere il direttore Luigi Di Corato. «A questo punto, stiamo pensando di toglierla e di adottare gli straordinari, ovviamente retribuiti». Per i dipendenti, le ore dovute superano quelle del reso ordinario. Il problema sarebbe la carenza di personale: nonostante negli ultimi anni non siano mancate le assunzioni (con bandi pubblici), la mole di lavoro è eccessiva. Per questo, vorrebbero programmare con anticipo gli straordinari,cosa che consentirebbe anche di non pesare in modo eccessivo sul bilancio. «È tutto a norma di legge» assicura Di Corato. «Al momento, con il sindacato non stiamo parlando di obblighi contrattuali, che sono stati rispettati: è una contrattazione tra le parti». Il notaio Bruno Barzellotti, del cda, dice che «non manca l'attenzione alle richieste dei dipendenti e non c'è stata nessuna asprezza».