Nei giorni scorsi la Giunta ha avviato un piano attuativo in variante al Piano di governo del territorio in risposta alle previsioni di ampliamento richieste dalla Soc. Cembre che come noto è una delle eccellenze industriali, non solo della nostra città, ma anche a livello mondiale e dà lavoro, nella sede di Brescia a centinaia di dipendenti. Prima di affrontare nel merito questa operazione è il caso di ricordare che la materia urbanistica è assai complessa, costellata da leggi, norme e regolamenti che non sempre si prestano ad una facile lettura. Ecco perché prima di esprimere giudizi o valutazioni è opportuno un adeguato approfondimento in quanto una lettura superficiale può portare a conclusioni superficiale o peggio errate. Nel caso specifico della Cembre il provvedimento adottato dalla Giunta per l'avvio di un nuovo Piano Attuativo in variante al PGT è stato interpretato - sic e simpliciter - come se si trattasse di un ritorno al PGT di Paroli. No, non è così e spiego il perché. Il nuovo PGT Del Bono Tiboni, coerentemente con la forte riduzione del consumo di suolo, ha rivisto anche in modo specifico e significativo le norme che riguardano i grandi Poli produttivi. Considerata la specificità di tali realtà il criterio scelto, a differenza del precedente individua le aree all'interno del tessuto produttivo occupate dai grandi recinti industriali della città: l'obiettivo è la loro conservazione, efficienza, garanzia di crescita e compatibilità ambientale con il contesto. In particolare la norma attuale consente ampliamenti fino a 1500 m2 di Slp (superfice edificabile) per far fronte a necessità logistiche, mentre interventi necessari per rispondere a esigenze di aumento della capacità produttiva sono possibili, ma vanno assoggettai ad una specifica valutazione di compatibilità. Questa è la regola che il nuovo Pgt ha introdotto e che dà la possibilità di consentire l'aumento della produzione garantendo nel contempo che questo non avvenga a danno dell'ambiente e più in generale della convivenza con la città. Dove sta in concreto la differenza tra le precedenti regole e le attuali? Semplice; con il Pgt precedente veniva attribuito un diritto edificatorio a prescindere dalle reali necessità produttive, che nel caso specifico della Cembre era previsto in 40.290 m2 di Slp, mentre con la norma attuale la volumetria che si autorizza è quella prevista da uno specifico Piano Attuativo, concordato con la proprietà, che nel caso in esame prevede una Slp di 14.794 m2. Quindi come risulta evidente anche dai numeri, che danno evidenza di una riduzione di consumo di suolo importante, da 40 a 14 mila circa, non si tratta in nessun modo di una marcia indietro o di essersi rimangiata la scelta fatta con il nuovo Pgt di ridurre il consumo di suolo, bensì si tratta di un approccio diverso e a mio avviso unico percorribile, che riesce a coniugare positivamente le necessità produttive della Società, del cui valore l'Amministrazione ha piena coscienza e che non vuole in nessun modo penalizzare e la doverosa verifica di compatibilità ambientale unica strada per garantire una convivenza accettabile, anche in prospettiva tra necessità produttive e il resto della città.