Mobilità sostenibile, viabilità, futuro delle zone naturali: coalizioni divise sulle soluzioniegno di legge di iniziativa popolare sull'argomento che l'Aula non ha votato. «Quella osserva la candidata di Leu in Valsugana è stata un po' una sconfitta. È vero che il disegno di legge dell'assessore, poi approvato, riprende i criteri orientativi della nostra proposta. Ma il testo è rimasto monco». L'impegno di Valer, in ogni caso, prosegue: «Per far sì che le bici elettriche possano sostituire le automobili serve spazio». Nel tessuto urbano: «È necessario togliere spazio alle automobili e dare più spazio a pedoni e bici. Un cambiamento che solo la politica può promuovere». Valer non molla neppure sulla gratuità del trasporto pubblico: «In Aula ho sentito cose inascoltabili. Ora la Germania sta valutando la stessa ipotesi: questo ci dice che abbiamo perso un'occasione, il Trentino poteva diventare un laboratorio innovativo». Rimanendo in tema viabilistico, la candidata ribadisce il «no» alla Valdastico e il sostegno «totale, per contenuti e metodo» al comitato valsuganotto: «La popolazione non vuole quell'opera». E sui parchi: «Condivido la posizione delle associazioni e credo che debbano avere più voce nei consigli dei parchi. L'ambiente va preservato: il modello che punta ad allargare le aree sciistiche non funziona più. Manteniamo ciò che abbiamo». Così sull'idroelettrico: «Ha ragione il comitato. L'acqua deve tornare ad essere un bene comune, non sacrificato agli interessi economici». Parla di concessioni idroelettriche anche la candidata del centrodestra a Rovereto Vanessa Cattoi, che punta a «maggiori competenze territoriali» in questo campo. E rilancia: «Il centrodestra ha a cuore il tema dell'ambiente. In questo senso, lo stesso Matteo Salvini ha prospettato un ministero della montagna. Non solo: sostenere l'economia circolare, oltre che uno slogan elettorale, deve diventare una sfida. Dobbiamo evitare gli sprechi e usare al meglio le risorse anche grazie all'innovazione». Sulla mobilità sostenibile, Cattoi è decisa: «La ricerca deve aiutare ancora molto. Si parla tanto di auto elettriche, ma lo smaltimento delle batterie rischia di essere più inquinante dell'uso di auto a benzina». Diverso, rispetto a Valer, l'orientamento sulla Valdastico: «Il progetto è stato approvato da un governo di centrosinistra. E si farà: è inutile, quindi, tentare di bloccarlo». Non solo: «Ci siamo confrontati con le categorie locali, che sono a favore. Ma per noi lo sbocco dovrebbe essere in Bassa Vallagarina, non a Levico: così potrebbe essere rilanciata anche la nostra economia e il traffico sulla Valsugana verrebbe sgravato comunque». La candidata leghista però invita a ragionare con sguardo lungo: «I temi ambientali si danno troppo spesso per scontati, ma non lo sono affatto. Nella definizione delle strategie, si deve evitare di valutare solo la situazione immediata: si devono prospettare azioni lungimiranti». Rivendica l'attenzione all'ambiente nel programma 5 Stelle infine Mario D'Alterio, candidato nel listino proporzionale: «In questi anni abbiamo lavorato duro all'insegna dei principi del M5s: i rifiuti che sono da considerare risorsa, progetti di legge per bonificare i territori, recuperare i materiali post consumo, ridurre gli imballaggi. Abbiamo lottato a denti stretti per l'acqua pubblica e siamo riusciti a portare a casa la prima legge sugli ecoreati». Impegno che, assicura D'Alterio, proseguirà. Sui parchi, che «devono restare aree naturali protette a livello centrale», prevedendo in Trentino l'istituzione di nuove aree protette «in Marmolada o Tonale». Sulla mobilità alternativa: «Vogliamo sostenere gli sforzi degli enti locali che puntano sul trasporto pubblico, mentre siamo contrari alle grandi e inutili opere impattanti». E sul turismo sostenibile, con gli occhi puntati sulla «tutela del paesaggio e dell'ambiente», evitando nuovi impianti di risalita ma, eventualmente, riqualificando «impianti vetusti esistenti». E la Valdastico? D'Alterio è netto: «Se ne parla da anni e intanto la statale della Valsugana è flagellata da traffico e inquinamento. I problemi ci sono e vanno risolti subito: non con la Valdastico ma con interventi puntuali e concreti, a partire dalla messa in sicurezza della Ss47». Infine, l'idroelettrico: «Le concessioni conclude il pentastellato devono sempre tener conto degli effetti e dell'impatto ambientale sul corso d'acqua. Gli incentivi non devono essere concessi per mera speculazione, ma per sostenere una fonte di energia rinnovabile purché sostenibile. Rendere l'Appa indipendente? Siamo d'accordo. La giunta provinciale non deve essere il "controllore" di un ente che necessità di autonomia e libertà di verifica».
Corriere della Sera
18 Febbraio 2018
Trentino. Ambiente, le ricette dei candidati. No alla Valdastico. Sì, serve
MA
Marika Giovannini
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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