In questo ultimo tempo della lunga attesa per la riapertura della Pinacoteca,civici musei e associazione artisti rendono doveroso omaggio ai direttori di quella prestigiosa istituzione. Bruno Passamani che seguì l'indimenticato Gaetano Panazza,è stato un interprete di grande qualità nella gestione e custodia della nostra identità culturale. Venne a Brescia nel 1978, proveniente da Trento. Coltivava due grandi passioni: il Rinascimento dei maestri bresciani e la storia dell'arte trentina. Romanino e Savoldo gli accendevano l'anima. Scrisse quasi trecento lavori valorizzandone le qualità superbe e il ruolo fondamentale in tutta la storia della pittura italiana. Ci insegnò a guardare lì per capire la nostra città e le sue eccellenze. Lavorò con una intensità quotidiana che alla fine compromise la sua forte fibra. Era stato allievo di Lionello Venturi alla «Sapienza». Insegnò in molti licei, fu direttore a Bassano, diresse il comitato scientifico del Castello del Buonconsiglio a Trento. Organizzò grandi mostre da noi e a Trento, forte di una conoscenza dell'arte che gli valse universali riconoscimenti. Morì in una struttura d'accoglienza della nostra città il nove agosto 2010.