Molte polemiche dopo l'appello per le dimissioni di Bergamo (che non lascia l'incarico) I ragazzi del Cinema America, forti delle 150 firme di grandi nomi del cinema italiano raccolte a sostegno della loro iniziativa, provano a scrivono alla sindaca Raggi: «Lei rinunci al bavaglio acustico e al bando - propongono -. Noi pagheremo 35 mila euro di occupazione suolo pubblico A San Cosimato, eliminando ogni contributo indiretto, e metteremo le cuffie due volte a settimana». Dopo il duro scontro con l'assessore alla Cultura, Luca Bergamo, che non lascia l'incarico, i ragazzi volevamo uscire dalle logiche della campagna elettorale. La proposta: «Lei rinunci al bavaglio acustico e al bando, noi pagheremo 35 mila euro di occupazione di suolo pubblico e metteremo le cuffie due volte a settimana» Forti delle 150 firme raccolte a sostegno della loro iniziativa tra registi, attori ed esponenti del mondo della cultura i ragazzi del Cinema America provano a giocarsi l'ultima possibilità. Galvanizzati dai manifesti di solidarietà apparsi nei vicoli di Trastevere, scrivono a Virginia Raggi. E appena la doppia spunta blu su WhatsApp conferma che il messaggio è stato letto, pubblicano lo screenshot sulla loro pagina Facebook: «Oh rega', è online, ha visualizzato». Nel messaggio gli organizzatori si dicono «un tantino delusi» dalla piega che ha preso la vicenda e chiedono di mettere fine alle polemiche: «Lei rinunci al bavaglio acustico e al bando, noi pagheremo 35 mila euro di osp (occupazione suolo pubblico, ndr ), eliminando ogni contributo indiretto, e metteremo le cuffie due volte a settimana». Dopo il duro scontro con l'assessore alla Cultura, i ragazzi vorrebbero incontrare la prima cittadina: «Bergamo lo lasci dove vuole lei... E noi, invece, vediamoci per un caffè». Spiega il portavoce, Valerio Carocci: «Volevamo uscire dalle logiche della campagna elettorale, che non siamo stati noi a cavalcare. Abbiamo richiesto la concessione della piazza lo scorso 5 dicembre, salvo scoprire mesi dopo che sarebbe stata inserita nel bando dell'Estate romana». Che idea vi siete fatti della strada imboccata dal Comune? «Che Bergamo è divorato dall'ambizione. Pur di blindare il suo ruolo non appoggia noi, ma intanto difende la gratuità dei monumenti e affida il Macro a Giorgio De Finis: incarico che, per quanto ne sappiamo, non è stato assegnato tramite una selezione pubblica». In uno dei suoi ultimi post la consigliera M5S Gemma Guerrini parla di «modalità da colonizzatori con cui i protagonisti della manifestazione e i loro paladini sono calati su una zona di Roma ignorandone il tessuto sociale e storico». Siete i nuovi lanzichenecchi? «La Guerrini vorrebbe le piazze vuote, silenziose. Ha presentato un esposto anche contro il Bertani Dai, una manifestazione di bambini... Ora che gli altri consiglieri grillini hanno preso le distanze dalle sue dichiarazioni ("Cos'è infatti, se non feticismo, la reiterata proiezione, giorno dopo giorno, di vecchi film?") speriamo che si riapra uno spiraglio». Il numero due di Palazzo Senatorio, dopo che illustri personalità del cinema italiano hanno firmato la richiesta di sue dimissioni, si difende: «Trovo singolare che si chieda a me di fare un passo indietro per le parole pronunciate da un'altra persona, molto distanti da quelle che ho detto e scritto sull'arena cinematografica. Ho rispetto e ammirazione per l'opera di chi ha sottoscritto l'appello, ma lo declino con serenità». Nel frattempo, in attesa di capire se la sindaca accetterà l'invito dei ragazzi, torna a circolare una notizia che riavvolge il nastro indietro di due anni e mezzo. L'allora Garante dei diritti dell'infanzia, Vincenzo Spadafora, oggi candidato con i Cinque stelle nel collegio di Casoria, firma una convenzione con gli ideatori della manifestazione: diecimila euro per allestire l'edizione 206 della rassegna.