Via alla demolizione della casa di Terzani a Bangkok. L'amarezza della moglie Angela «Peccato, è stata una grande occasione persa per l'Italia, una possibilità sprecata per la cultura italiana nel mondo, Tiziano ne sarebbe profondamente addolorato. Forse si poteva fare qualcosa di più per salvarla». Non trattiene l'amarezza Angela Terzani, moglie dello scrittore fiorentino, commentando le notizie che arrivano da Bangkok sulla vendita di Turtle House, la casa thailandese dove i Terzani hanno vissuto negli anni '90, un'oasi di verde in mezzo ai grattacieli il cui futuro sembra ormai segnato. Il nuovo proprietario ha in cantiere la costruzione di un grande palazzo. I primi operai stanno già portando via gli oggetti, compreso quella pietra mezza distrutta su cui Terzani incise il nome della casa. Per scongiurarne la demolizione era stata lanciata una petizione che ha raccolto oltre 23 mila firme. Non solo. La Società Dante Alighieri di Bangkok aveva avanzato un'offerta alla proprietà per acquistare la casa e realizzare qui la propria sede, oltre che un piccolo museo dedicato al giornalista e alla cultura italiana. L'affare però è saltato, come scrive su Facebook la Società stessa: «Con una grande tristezza nel cuore vi comunichiamo che le proprietarie hanno accettato l'offerta del costruttore». Angela Terzani ricorda con nostalgia gli anni trascorsi a Bangkok, dal 1990 al 1994: «Per noi che venivamo dall'urbanizzazione del Giappone, quella casa era un vero e proprio ritorno all'Asia antica, più calda, come diceva sempre Tiziano. Con i suoi alberi e le sue strutture in legno, era un luogo di ispirazione che doveva essere conservato come simbolo dell'Asia autentica. Eravamo circondati da palazzi altissimi e grattacieli, ma nella nostra oasi ci sentivamo protetti. Si sentiva il frusciare delle foglie, il cinguettio degli uccellini, lo scrosciare dell'acqua nel laghetto». Proprio nel laghetto c'era una tartaruga, e per questo Terzani l'aveva soprannominata Turtle House. Angela ha scoperto il destino della casa pochi giorni fa: «Ho appreso la notizia mentre ero a Bangkok per l'inaugurazione della biblioteca di cultura italiana intitolata a Tiziano». Proprio in quei giorni ha fatto visita per l'ultima volta alla vecchia casa. «Ho riabbracciato il custode e giardiniere Kamsen, che per anni ha vissuto con noi». Anche lui ha fatto le valigie. «Tiziano avrebbe sognato tantissimo la sopravvivenza di Turtle House, la demolizione è un grande peccato anche per il valore culturale che quella casa costituisce, la sua riqualificazione avrebbe fatto onore all'Italia».