Tesserin: ok ai finanziamenti ma niente manifesti. Progetto del Politecnico sul ticket VENEZIA. La Procuratoria frena sullo sponsor a San Marco. O meglio: finanziamento sì, pubblicità sulla Basilica no. «Non possiamo pensare di far mettere manifesti spiega Carlo Alberto Tesserin, primo procuratore di San Marco Se il Consorzio Venezia Nuova trova degli sponsor siamo ben lieti, ma dobbiamo salvaguardare il luogo qual è la chiesa di San Marco». Il Consorzio infatti a qualche settimana dall'inizio dei lavori per mettere all'asciutto il nartece della Basilica dall'acqua alta (la parte all'ingresso che va sotto anche con maree modeste, di 65-70 centimetri), sta pensando di trovare contributi per impermeabilizzare tutta la Piazza ben sapendo che parlare di maxi affissioni in area marciana è quasi proibitivo. Del resto nonostante il molo che dà sul bacino è stato rialzato fino a 110 centimetri, l'acqua entra già a 85 attraverso i tombini, che dovrebbero dunque essere chiusi per tenere la piazza all'asciutto. L'intervento originariamente stimato in 50 milioni di euro, dovrebbe poter costare la metà dopo che il Provveditore alle Opere pubbliche Roberto Linetti ha chiesto una revisione del progetto per ridurre l'importo complessivo. «E' chiaro che gli sponsor più che per il nartece già finanziato dal Provveditorato e di un importo limitato (due milioni di euro, ndr ) servono per San Marco», spiega Tesserin. Il Procuratore sottolinea che qualsiasi azione del Consorzio deve essere concordata con la Procuratoria e la sovrintendenza. «Il nostro obiettivo aggiunge è mettere all'asciutto al più presto la Basilica, ma nel frattempo stiamo lavorando per aumentare la sicurezza: la prova del Carnevale è stata superata con successo». Il progetto prevede l'introduzione un biglietto di ingresso, seppur gratuito, ma necessario per limitare gli accessi, ridurre le code e organizzare meglio la visita. Il Politecnico di Torino ha già consegnato la prima relazione, che nelle prossime settimane sarà analizzata dalla Procuratoria di San Marco. Il piano si sviluppa sulle indicazioni della Conferenza Episcopale italiana che non vuole chiese a pagamento. Solo chi, per evitare la coda, vorrà prenotare giorno e ora della visita, pagherà un contributo oscillante fra i due e i tre euro che coprirà i costi del servizio. Lo studio del Politecnico affinerà le ipotesi sul tavolo, ben sapendo sottolinea Tesserin «che la chiesa è destinata prima di tutto al culto». E le misure potrebbero essere adottate per l'estate. In realtà la prenotazione, per saltare le file e le attese c'è da tempo ed è gestita da un'agenzia che attiva il servizio dall'1 aprile al 2 novembre con un contributo di 2 euro, ma in futuro la cosa dovrà essere organizzata in maniera più stabile. Poi nel 2019 saranno introdotte modalità nuove per rendere più ricca, fluida o diversificata la visita alle altre parti dell'area marciana come il campanile, il museo di San Marco, la Pala d'oro e il Tesoro attraverso ad esempio un biglietto cumulativo. Qualche disagio questa estate ci sarà per i lavori del nartece (della durata di sei mesi) che inizieranno tra fine febbraio e l'inizio di marzo L'operazione consiste nell'isolare con delle valvole i canali di uscita e gli scoli dell'acqua piovana che in caso di marea sostenuta portano all'interno l'acqua dai tombini. In questo modo si recupererebbero almeno venti centimetri, in attesa degli interventi di isolamento sulla superficie della Piazza. E dello sponsor.