L'«Annunciazione» del Banatore scomparsa dalla Loggia nell'Ottocento e riapparsa a un'asta da Pandolfini, a Firenze, tornerà in città: ieri, il presidente di Brescia Musei Massimo Minini se l'è aggiudicata per 17 mila euro. La cifra è stata coperta grazie alle donazioni dei bresciani sulla campagna di crowdfunding aperta dal 36enne Alessandro Saccoia dopo aver letto un articolo del Corriere in cui si parlava delle sorti della tela. Il professor Luciano Anelli, che ha avuto modo di verificarne lo stato di conservazione, sostiene l'urgenza di un restauro: «L'opera è conciata dice e necessita di un intervento delicatissimo». Potrebbe essere esposta in Pinacoteca. Scomparso con arredi e altre cianfrusaglie della Loggia nell'Ottocento, ricercato da studiosi ossessionati per secoli e riapparso sul catalogo di un'asta, a pagina 44, il Bagnatore tornerà all'ovile: l'operazione «Portiamo a casa l' Annunciazione » si è risolta con successo dopo pochissimi sbracciamenti di paletta, grazie ai bonifici raccolti su Facebook da bresciani patriottici e alle telefonate persuasive di Massimo Minini, presidente di Brescia Musei. L'opera, con l'autografo dell'artista-architetto in basso a sinistra, era sul portale di palazzo Loggia, ma venne dispersa quando qualche impudente osò sbarazzarsene durante il restauro di Tagliaferri: l'ultimo testimone oculare, il professor Luciano Anelli, la vide trent'anni fa in una casina vicino alla città, e poi sul catalogo di Pandolfini, a Firenze. L'asta, ieri mattina, si è chiusa a un prezzo ridicolo: 17 mila euro esclusi i diritti del 25 per cento circa. Ad ammaestrare la paletta nonostante il fuso orario è stato Massimo Minini, presidente di Brescia Musei, in collegamento telefonico da Cape Town: sono bastati due rialzi per aggiudicarsela. Pandolfini sarà pagato con i soldi raccolti da Alessandro Saccoia e dalla sua campagna di crowdfunding, lanciata dopo aver letto un articolo del Corriere e diventata virale: solo domenica, nel giro di qualche ora, il presidente del gruppo Facebook «Io amo Brescia perché» Aldo Coen, con Sergio di Martino, Cristina Wührer e i loro amici social hanno raccolto 2.100 euro. «La campagna resterà aperta fino al 28 febbraio: cerchiamo soldi per finanziare il restauro» fa sapere Saccoia. Barone Pizzini, nel frattempo, ha promesso di coprire il resto della cifra nel caso non bastassero gli assegni o le donazioni da 20 euro. Se l'operazione è stata un successo, il merito è anche e soprattutto del professor Anelli, che lunedì ha preso un treno per Firenze per controllare con un rapido check-up l'opera: «È abbastanza conciata fa sapere : ha bisogno di un restauro accurato. Bagnatore usava una tecnica estremamente fragile. Era un artista di finezza che aveva una predilezione per colori che sono quasi più tempera che olio». Bisogna trattare l'«Annunciazione» con cura: «È necessario fa sapere il professore riuscire a riportare questo quadro al maggior grado di leggibilità senza asportare un milligrammo del colore originale. La pulizia sarà la parte più delicata». Il restauro, ovviamente, sarà costosissimo: se la campagna continuerà a reclutare mecenati per pagare tutte le fatture, e il gruppo «Io amo Brescia perché» sta persino cercando un professionista pronto a concedere lo sconto sulla parcella, il sindaco Emilio Del Bono ha promesso al professore «che la Loggia darà una mano». Appena il capolavoro tornerà a casa, dopo uno scrupolosissimo trasporto d'arte eccezionale e viaggio di sola andata da Firenze a Brescia, si dovrà decidere dove appenderlo. «Il posto ideale dice Anelli sarebbe la Loggia: magari l'ufficio del primo cittadino (ma serve l'assenso della Soprintendenza, ndr )». Le alternative: «La Pinacoteca Tosio Martinengo ma anche la mostra di Tiziano (la vernice il 21 marzo in Santa Giulia, ndr ): ricordiamoci che il Vecelli lavorò in Loggia negli stessi anni di Bagnatore».