Caro Direttore, quest'anno, partendo dal bilancio, ci saranno più risorse per candidare Napoli ad esser più attrattiva per il turismo. Gli investimenti per il turismo, la valorizzazione di cultura e identità locale, che riteniamo strategici, non devono avere vuoti. Sarebbe una caricatura per quello che fa la Giunta Iervolino e per quanto fatto prima da Bassolino, se li si misurasse in maniera errata, dalle risorse di un singolo capitolo del bilancio. Il turismo è decisivo per lo sviluppo di Napoli: è giusto darvi rilievo. Mai come in questi dieci anni con Roma, Firenze e Venezia siamo punto di arrivo per milioni di turisti. Il turismo è punto fermo del presente e del futuro di Napoli. Ma qual è a Napoli il rapporto tra risorse finanziarie e promozione culturale, turistica? Veniamo al bilancio. E insisto: nel 2003 la spesa per turismo, cultura e sport crescerà del 22,36 rispetto al 2002. Dov'è il taglio che improvvidamente alimenta dibattiti su realtà virtuali? Nel 2003, oltre alla spesa corrente, il Comune finanzierà con mutui investimenti in tante opere. Dal recupero della Crypta Neapolitana e la realizzazione del Parco archeologico a Posillipo al restauro della Galleria Umberto I e del complesso del Carminiello al Mercato. Dagli interventi per le strutture della Villa Comunale al recupero e gestione della Floridiana. Anzi, qui ci accolliamo manutenzione e gestione del Parco per evitarne la chiusura e rimuovere il degrado a causa della scarsità di risorse della Sovrintendenza. Ma nel 2003 investiremo risorse anche per il recupero e gli scavi dell'area del teatro Romano di Neapolis. Napoli continuerà a beneficiare di importantissime risorse finanziarie della Regione per eventi, teatri, rassegne, recupero e valorizzazione di beni culturali, risorse per ambiente e mobilità ordinaria e finalizzata agli attrattori turistici. Il Comune nei prossimi giorni si vedrà attribuiti significativi fondi europei nell'ambito del progetto integrato «Attrattore culturale». Abbiamo presentato progetti esecutivi (tra cui il recupero del Museo Filangieri) per un valore tra i 14 e 45 milioni di euro. I progetti, oltre al recupero, prevedono risorse per formazione professionale e aiuti alle imprese. Così come e valorizzeremo con fondi europei la grande area monumentale da Piazza Plebiscito a Piazza Municipio e dal Porto al Borgo degli Orefici. Ma siamo anche alla fine dei recuperi del teatro S. Ferdinando e Palazzo Roccella. Assicureremo risorse significative al teatro Mercadante ed al teatro S. Carlo. E come dimenticare il recupero avviato dell'Albergo dei Poveri? La rinascita della Mostra d'Oltremare con i recuperi del teatro Mediterraneo, dell'Arena Flegrea, della Piscina olimpionica, della Fontana Esedra? O la valorizzazione con significativi capitali privati del complesso della Conca Termale di Agnano? E che dire della bellezza mozzafiato del Parco Virgiliano? E quello che stiamo investendo nel metrò d'arte non entra nei conti delle azioni per attrarre turisti? Non si misura con una singola voce di bilancio quello che in tanti facciamo (non solo il Comune) per una Napoli sempre più città d'arte e turismo. Ribadisco che il Comune non deve fare l'imprenditore. E men che meno bruciare risorse solo nell'effimero elargendo contributi a pioggia. In realtà il turismo - come capita a Venezia o a Firenze piuttosto che Bilbao, Barcellona o New York - è la risultante di un network dove interagiscono Enti locali, privati, operatori e istituzioni culturali, Camere di commercio, ecc. E poi è giusto avere una visione daziaria del turismo napoletano? Dire Napoli nel mondo non significa dire anche Pompei, Ercolano, Vesuvio, le isole, i Campi Flegrei, le costiere? Insisto: occorre muoversi in una logica di network e sistema. All'Ente locale va chiesta capacità di programmare. Ma deve, soprattutto, far diventare rete dialogante gli attori dell'offerta turistica. La penso come il collega Oddati. E penso che avere una città che funzioni bene e con una sicurezza adeguata valga molto più di qualche contributo. Sono contro una visione dirigista e paesana di politica culturale o turistica che sarebbe apprezzabile a seconda delle risorse a disposizione di un assessore. Ecco perché il turismo e la valorizzazione della cultura in città andrà avanti.
05042003 - Maggio dei monumenti- Intervento - La spesa per la cultura crescerà anche per salvare i nostri tesori
Il Comune di Napoli ha presentato un piano per il turismo e la valorizzazione della cultura, che prevede investimenti in opere e strutture turistiche, come il recupero della Crypta Neapolitana e la realizzazione del Parco archeologico a Posillipo. Il piano include anche la valorizzazione di beni culturali, risorse per ambiente e mobilità ordinaria, e finalizzata agli attrattori turistici. Il Comune si vedrà attribuiti significativi fondi europei per il progetto integrato Attrattore culturale, e presenterà progetti esecutivi per un valore tra i 14 e 45 milioni di euro. Il piano include anche la valorizzazione della grande area monumentale da Piazza Plebiscito a Piazza Municipio e dal Porto al Borgo degli Orefici.
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