I numeri aiutano sempre a comprendere i fenomeni, al di là di inutili luoghi comuni o di facili slogan. Il XXI Rapporto sul turismo italiano, curato da Iriss-Cnr, e che sarà presentato oggi alla Bit-Borsa Internazionale del Turismo a Milano, parla molto chiaro. Il primo semestre 2017 registra incrementi di arrivi e partenze rispettivamente del 5,5 e del 7. Le previsioni per il 2018 indicano un ulteriore aumento degli arrivi del 4. Tutto bene? No. Perché i benefici non ricadono sull'intera Italia. Analizziamo un dato di grande importanza: il 70 delle presenze turistiche straniere si concentra in sei regioni. Ovvero Veneto (22), Toscana (12), Lombardia (11,2), Provincia di Bolzano (10,8), Lazio (9,8) ed Emilia-Romagna (5). Numeri che confermano solide realtà. Primo: l'immensa forza attrattiva del triangolo d'oro Venezia-Firenze-Roma. Secondo: la capacità competitiva, sul piano dell'accoglienza, della provincia di Bolzano. Terzo: la crisi del Sud, che deve accontentarsi, nel complesso, del 30 delle presenze turistiche più potenzialmente ricche, quelle straniere. Quel terzo scarso di quota dovrebbe far riflettere il sistema-Paese proprio nel momento in cui a parole si puntano molte carte su Matera Capitale della Cultura europea 2019. Perché il (ricco) turismo straniero non premia il Sud? I motivi sono tanti: infrastrutture scarse (poca alta velocità ferroviaria, un sistema stradale inadeguato in troppe porzioni del Mezzogiorno). Un'offerta turistica spesso poco coordinata, priva di una cabina di regia, affidata alla fantasia e alla creatività delle singole città. Una qualità delle proposte di alberghi e ristoranti non sempre all'altezza dei parametri internazionali, e magari rivenduta e giustificata sbrigativamente come «folklore locale». Matera potrà davvero essere una grande occasione di riscatto e di ripensamento per un Sud che ha un immenso bisogno di utilizzare (non «sfruttare») al meglio un patrimonio di immense potenzialità: grande arte, paesaggi incomparabili, eccellente gastronomia, piacevolezza della vita quotidiana. Ma non basta dirlo. Occorre spiegarlo bene al turismo internazionale, offrendogli ciò che di meglio (giustamente) si aspetta.