I soldi in busta paga fanno almeno 85 euro al mese in più, ma anche il riconoscimento dell'azione sindacale, mortificata per otto lunghi anni. La neosegretaria della Funzione pubblica Cgil, Elena Giusti, punta l'indice contro l'ex ministro Brunetta, quello che il 25 degli statali era un grumo di fannulloni, un altro 25 un modello di bravura e il restante 50 una media incolore. Rinnovato nei giorni scorsi, dopo l'intesa sottoscritta da Cgil, Cisl, Uil e governo nel novembre 2016, il contratto nazionale delle Funzioni centrali mette ora assieme ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. E, sottolinea la Giusti, «rimette al centro l'azione sindacale e restituisce dignità ai dipendenti pubblici, sollecitando anche l'efficienza nei confronti dell'utenza». Il rinnovo del contratto offre l'occasione per una ricognizione locale. Nel Mantovano gli addetti al comparto sono circa 700: agenzie fiscali 226 (dogane 26, entrate 200); ministero dei Beni culturali 88 (Ducale 57, 20 Museo archeologico, 11 Archivio di Stato); ministero dell'Istruzione 10 (i naufraghi del Provveditorato); ministero dell'Economia e delle finanze 40 (impiegati al Catasto); Interni 85 (Questura 30, Prefettura 55); ministero del Lavoro 40; ministero della Giustizia 130 tra Procura, Tribunale e Uepe; enti pubblici non economici 75 (Inail 35, Inps 30, Aci 10). «Il problema, comune a tutto il comparto pubblico, è quello della carenza di organici» denuncia la segretaria Fp Cgil. Ci sono meno dipendenti di quanto le dotazioni prevedano, e alla penuria d'impiegati non corrisponde un alleggerimento del lavoro. Le situazioni più critiche a Palazzo Ducale, che per carenza di personale (57 impiegati a fronte dei 78 previsti) ha chiuso il percorso di Corte Vecchia, all'Archivio di Stato, dimezzato nel numero di dipendenti (la pianta organica dice 20), al Provveditorato, a dispetto della lunga sequenza di allarmi lanciati, e all'Inail, in particolare il settore liquidazioni, penalizzata dall'accorpamento con Crema e Cremona. Escluso il Ducale, dotato di «ampia autonomia gestionale», tutti gli altri uffici sono appesi all'incertezza dei concorsi. Mentre la coperta della mobilità intercompartimentale è troppo corta da manovrare.Se i numeri preoccupano, le prospettive incoraggiano. La Giusti ripone speranze nella commissione paritetica che, prevista dal nuovo contratto, si metterà presto al lavoro per unificare i sistemi di classificazioni dei vecchi comparti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici, rivedendo criteri di progressione economica del personale, agganciati alla valutazione delle competenze e delle esperienze professionali. «Si tratta di uno strumento che può aiutarci a cambiare l'immagine del travet nell'opinione pubblica valorizzandone le competenze» si augura la Giusti. Astenersi fannulloni. (ig.cip.)