E' morto nella notte nella sua casa di Pozzuoli, aveva 88 anni. Mattarella: "Grande figura del mondo intellettuale italiano" Decine le sue pubblicazioni molte delle quali incentrate sulla storia del Mezzogiorno. E' stato deputato della Repubblica e sottosegretario, dall'83 all'87 durante il governo Craxi, del ministero dei Beni culturali. Galasso, classe '29, è stato uno storico, giornalista (ha scritto per Il Mattino di Napoli, il Corriere della Sera, La Stampa e L'Espresso) politico e professore universitario italiano, era presidente della Società napoletana di storia patria dal 1980; membro del consiglio scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino. È stato presidente della Biennale di Venezia dal dicembre 1978 al marzo 1983 e della Società Europea di Cultura dal 1982 al 1988. Dal 1977 è stato socio dell'Accademia dei Lincei. In una delle ultime interviste a Antonio Gnoli di Repubblica, Galasso avvertiva: "Lo studio della storia marcia insieme alla passione civile ma oggi stanno tornando forze oscure e minacciose". "Scompare con Giuseppe Galasso una grande figura del mondo intellettuale italiano. Alla sua cultura di storico e di studioso del pensiero politico ha saputo unire una ricca umanità e una incrollabile passione civile, che ha animato nel tempo il suo impegno e ha contribuito a rafforzarne l'autorevolezza". Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Giuseppe Galasso ha posto la sua intelligenza a servizio dello sviluppo del Paese, coniugando con sapienza l'elaborazione di un meridionalismo moderno con l'ideale europeo -prosegue il capo dello Stato-. Uomo di governo, ha aperto una strada - anche sul piano legislativo - per la necessaria tutela del paesaggio, componente essenziale della nostra stessa identità nazionale". "Desidero esprimere l'apprezzamento della Repubblica per il suo insegnamento e la vicinanza e la solidarietà ai familiari, agli amici che si nutrivano del confronto con lui, a tutti coloro che l'hanno conosciuto e apprezzato nel suo ruolo di professore, di esponente del pensiero laico e liberale, nel suo impegno politico e di governo, nei suoi studi che sono continuati fino a quando le forze lo hanno consentito", conclude Mattarella.