Una sentenza parziale della sesta sezione del Consiglio di Stato rimescola le carte della riforma Franceschini sui direttori dei musei autonomi e rinvia la parola definitiva all'adunanza plenaria. Il punto è: può dirigere il Palazzo ducale di Mantova un non italiano, per la precisione l'austriaco Peter Assman? Cioè può una persona che non ha la cittadinanza italiana ricoprire un incarico dirigenziale nel ministero dei Beni e delle attività culturali? Ci vorranno almeno 10 mesi per avere la risposta dal plenum del Consiglio di Stato, e mentre il ministro Dario Franceschini tuona «in Italia non è possibile fare le riforme», chiede «cosa penseranno nel mondo del nostro Paese. Dopo 16 decisioni del Tar e sei del Consiglio di Stato quest'ultimo cambia linea e rimette la decisione sui direttori stranieri dei musei all'adunanza plenaria». Il pensiero va ai due direttori non italiani che lavorano in Campania: Sylvain Bellenger, francese di Normandia, da novembre del 2015 alla guida del Museo di Capodimonte, e Gabriel Zuchtriegel. tedesco del Sud, dal primo novembre 2015 direttore del Parco e del museo archeologico di Paestum. Non perché il loro incarico sia a rischio, ma per la fase di lunga incertezza che si apre rispetto alla possibilità per i due di essere riconfermati nel ruolo che ha una durata di quattro anni: scadenza autunno 2019, dunque. Se il Consiglio di Stato dovesse ritenere (la decisione ci sarà tra novembre e dicembre) che il direttore del Palazzo Ducale di Mantova non poteva assumere l'incarico perché cittadino austriaco e non italiano (come sostiene tra l'altro la ricorrente Giovanna Paolozzi Maiorca Strozzi che fu esclusa dalla terna dei candidati tra i quali il ministero allora scelse il direttore del museo mantovano), allora sarà difficile, se non impossibile, rinnovare l'incarico a Bellenger e Zuchtriegel. Che quindi sarebbero costretti a lasciare Capodimonte e Paestum a fine mandato, senza possibilità di portare a compimento il rilancio dei due istituti nel successivo quadriennio. A meno di un provvedimento definitivo e chiarificatore del prossimo Parlamento. «La decisione del Consiglio del Stato è l'ennesima dimostrazione che la burocrazia in Italia mette in ginocchio il Paese, crea una grande incertezza per le competenze venute dall'estero, dopo aver lasciato solide e prestigiose posizioni professionali per candidarsi alla guida dei musei italiani. Tutto questo è gravissimo e nuoce moltissimo all'Italia e agli italiani» dice Bellenger che ha lasciato l'Art Institute di Chicago per venire a Napoli. «I successi della riforma Franceschini sono sotto gli occhi di tutti - ripete lo storico dell'arte - e non solo in termini numerici, come aumento dei visitatori, ma anche in termini di visibilità: i musei, le loro preziose collezioni, le mostre e le altre attività sono tornati nella coscienza e nel dibattito pubblico dopo molti anni». Gli fa eco l'archeologo tedesco: «Non ho mai pensato che il lavoro a Paestum dovesse durare per l'eternità - dice Zuchtriegel - non posso fare altro che lavorare per portare a termine il mandato ricevuto con un contratto che dura quattro anni. In ogni caso, al di là dell'esito finale, è utile che il Consiglio di Stato faccia chiarezza su una materia controversa: ha constatato che ci sono leggi e norme che forse si contraddicono, chiarire questi aspetti aiuterà tutti». Zuchtriegel sta lavorando alla grande mostra "L'immagine invisibile" dal 3 giugno al 6 ottobre per celebrare i 50 anni della scoperta della Tomba del Tuffatore. «Faremo una riflessione sul perché l'immagine di quel giovane che si tuffa ha suscitato tante reazioni. Quali corde tocca?». Zuchtriegel non appare sorpreso dalla pronuncia dei giudici amministrativi: «Affronto il lavoro come la vita: il futuro non lo conosciamo, nessuno sa se domani sarà vivo o meno. Quello che mi resterà in ogni caso è il grande calore umano che ho trovato nell'esperienza qui a Paestum. In ogni caso il problema non è se un tedesco può dirigere un museo italiano, ma mettere ordine nelle norme, e se questo accadrà sarà un bene per l'Italia». «Noi continuiamo a lavorare sereni agli importanti progetti pluriennali sul museo e sul bosco rilancia Bellenger - perché una seria politica culturale non si improvvisa, ma si programma almeno per il quinquennio successivo». E fornisce i risultati di un questionario su un campione di 230 visitatori del Parco: il 90 per cento ha riscontrato miglioramenti, il 52 per cento vive nei pressi del bosco, il 68 per cento ha una buona percezione della sicurezza, mentre l'82 per cento è soddisfatto per la gestione e la cura del parco.
la Repubblica
3 Febbraio 2018
✓ Entità verificate
b Capodimonte e Paestum in bilico il rinnovo dei direttori
AN
Antonio Ferrara
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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