L'assessore Panini: "Non pagati i canoni adesso metteremo sul mercato la quota di maggioranza" Venerdì è stato ultimato l'inventario: il consorzio che da un anno e mezzo gestiva le Terme d'Agnano è stato messo alla porta dal Comune. Risolto il contratto. Non rispettava i patti: canoni da versare, investimenti. Non c'è pace per il sito: l'attività termale in convenzione con l'Asl è sospesa da una decina di giorni. Perché è deceduto il direttore sanitario. I lavoratori non percepiscono lo stipendio da 13 mesi. Ora tutto ritorna in capo alla società comunale che era in liquidazione, dopo anni di debiti. Il futuro? Si vende, modello Gesac (aeroporto, ndr). «Faremo un bando per cedere le quote di maggioranza delle Terme » , spiega l'assessore al Bilancio Enrico Panini: « E' chiaro che l'atto dovrà passare in consiglio comunale, ma di fatto ce lo impone la legge Madia. Terremo una quota di garanzia » . A giugno 2016 firma il contratto per le Terme il consorzio capeggiato da Infratech. Era arrivato secondo in gara ma era riuscito ad aggiudicarsi il sito perchè il primo non aveva presentato i documenti necessari. Scattano ricorsi, battaglie al Tar ma alla fine si parte con la nuova gestione trentennale: canone di circa 300 mila euro annui e investimenti per 16 milioni. Poi la tegola a marzo 2017 quando finisce agli arresti l'allora commissario liquidatore scelto dal Comune nell'ambito dell'inchiesta "The Queen". «Abbiamo riscontrato inadempienze da parte del gestore nel corso dei mesi racconta Panini Abbiamo fatto colloqui per risolvere le divergenze, ma le pendenze continuavano a essere tante. Non si pagava il fitto nei termini previsti, non si era messo mano all'albergo. A metà gennaio abbiamo autorizzato il commissario a risolvere il contratto. Ora i dipendenti tornano alla società del Comune che dovrà riprendere l'attività » . Una storia travagliata dal 2011. La giunta de Magistris eredita un'azienda con un passivo di 7 milioni, la mette nelle mani dell'avvocato Marinella De Nigris. Si parte col risanamento, De Nigris crea le condizioni per rendere appetibili le Terme: sfoltisce l'organico con la mobilità di una parte dei lavoratori tra le partecipate del Comune. Ma 3 gare per individuare un gestore fanno flop. In un caso un gruppo calabrese presenta anche « false scritture contabili » : denunciato. « Sono andata via a fine 2015 racconta De Nigris - perché l'amministrazione comunale non aveva una linea coerente. La strada migliore sin dall'inizio era vendere, ma il Comune non voleva. Era chiaro che la gestione non era interessante per una imprenditoria all'altezza. Come è possibile che si arrivi dopo più di un anno a una risoluzione contrattuale? Grave. Sono stati controllati i requisiti di quel gruppo? Io ho sempre bloccato le carte all'atto dell'aggiudicazione provvisoria, proprio per non recare danno alle Terme. Mi sembra l'ennesima prova della mancanza di programmazione in relazione al patrimonio comunale. Me ne andai quando il Comune mi aveva addirittura inviato gli sfollati da ospitare ». «In settimana aspettiamo la Soprintendenza conclude Panini Poi bisognerà individuare subito un nuovo direttore sanitario per riprendere le terme. Nella delibera sulle partecipate che andrà in consiglio sarà previsto il bando per vendere: le Terme ai sensi della legge Madia non sono più strategiche per il Comune».