Dal museo della Scienza e della Tecnica di Milano, che ci porta su marte con PlayStation Vr, a Papagna experience, il primo museo «invisibile» d'Italia, fino alle grandi innovazioni del museo del Teatro alla Scala, ecco come la tecnologia si infila tra quadri e teche «Per avere più informazioni, cliccare qui». Un messaggio arriva sullo smartphone mentre stiamo guardando i dipinti di un museo. Nessun hacker, è solo il collegamento con i beacon installati nella stanza, piccoli ripetitori Bluetooth incaricati di inviare spiegazioni sulle opere in tempo reale. Benvenuti nel museo del futuro. Anzi, del presente. Perché la tecnologia è già entrata in molte esposizioni, internazionali ma anche italiane. Con bracciali smart, visori per realtà virtuale, visite in tre dimensioni, app. Le novità a Milano Gli esempi non mancano. E nemmeno le novità: domani al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano si inaugura la partnership con Sony interactive entertainment Italia per due esperienze in realtà virtuale, Apollo 11 virtual reality e The martian virtual reality experience. Indossando i visori PlayStationVR ci si muoverà tra 14 postazioni: in uno spazio a gravità zero, come all'interno di una navicella spaziale di 50 anni fa, oppure si guiderà su Marte, come veri astronauti. Altra novità tecnologica in arrivo a Milano è Beyond the castle, un'esperienza virtuale al Castello Sforzesco che sarà presentata a marzo. Un visore catapulterà i visitatori nel XV secolo, trasformandoli in arcieri. Potranno giocare con altre cinque persone (sotto forma di avatar), muovendosi all'interno della torre falconiera alla scoperta di armi e invenzioni del tempo. L'innovazione del museo del Teatro alla Scala Sempre a Milano, da qualche mese al museo del Teatro alla Scala le visite si possono fare anche con i visori Samsung Gear VR. Non solo: ogni sala è dotata di totem touch e grazie all'app in sette lingue, ognuno potrà decidere quale percorso fare tra sei diverse opzioni. La gita al museo diventa personalizzata, costruita su misura attorno al pubblico per renderla unica. Per esempio con i beacon, dispositivi che si collegano via Bluetooth alle app fornendo immagini, audio e video in un determinato spazio definito. Il turista, così, ha a disposizione tantissimi dati in più rispetto alle audioguide o ai cartellini informativi. Percorsi con i beacon sono stati inaugurati sempre al Museo del Teatro alla Scala questa estate, ma sono approdati in Italia molto prima. Nel 2014, quando a Piacenza sono stati installati per la prima volta a Palazzo Farnese. L'esperienza ha avuto un ottimo riscontro, tanto che oggi tutto il centro città è visitabile in una sorta di museo diffuso. Fermandosi davanti a un punto di interesse l'app si attiva e spiega storia e curiosità. Ritorno al passato con il 3D Alla lista dei musei tech si sono aggiunte anche le Terme di Caracalla a Roma, che da dicembre 2017 si visitano in 3D. Grazie alle ricostruzioni digitali degli ambienti dietro ci sono studi archeologici e tecnici durati trent'anni si passeggia tra saune e frigidarium come facevano i romani nel 216 dopo Cristo, anno della loro inaugurazione. Una volta ricevuto il visore, si possono ammirare statue e decorazioni oggi non più visibili nella loro collocazione originale, ma sparsi in altri musei italiani. Il bracciale smart La tecnologia abbatte le barriere del tempo, dello spazio e anche della disabilità: a Pompei i turisti diversamente abili possono richiedere «Con me», bracciale smart dotato di Gps, wifi, Bluetooth e pulsante per Sos. E iniziare a muoversi autonomamente per le strade del sito, in un percorso lungo tre chilometri. Dei sensori segnalano la presenza di eventuali pericoli durante la visita e gli ipovedenti hanno accesso a delle audioguide. Questo progetto, insieme all'introduzione dell'Internet of things per il controllo dell'area, vuole trasformare Pompei nel primo Smart archaeological park d'Italia. Una sfida per il secondo museo più visitato nel 2017, con 3.382.240 milioni di turisti, secondo i dati del ministero dei Beni Culturali. Il primo museo «invisibile» d'Italia Una sfida è stata anche quella della Reggia di Caserta, che nel novembre del 2016 ha lanciato una caccia al tesoro virtuale. Tramite l'app gratuita «A caccia di tesori» l'accesso alle stanze della mostra Terrae Motus era consentito rispondendo ad alcune domande sulle opere esposte. Se questo progetto è terminato con un discreto successo, c'è chi si è spinto oltre e ha reso l'esperienza culturale un videogame permanente. Il museo archeologico nazionale di Napoli da poco meno di un anno è il set di un'avventura a tema storico tutta da giocare attraverso l'app «Father and Son». Mentre a Ceglie Messapica, paese in provincia di Brindisi, è nato il primo museo invisibile d'Italia. Si chiama Papagna experience ed è completamente virtuale. Al posto del biglietto si riceve un kit di esplorazione: smartphone, visore, cuffia e un libro per girare nel centro storico. E la visita tech, così, può iniziare.
Corriere della Sera
9 Febbraio 2018
Milano. Realtà virtuale, app e beacon: i musei italiani sempre più tech
CE
Cecilia Mussi
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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