«Se la signora Barracco sostiene che il «Maggio» è finito per mancanza di idee è assolutamente fuori strada. Troppo facile sparare a zero su un'iniziativa di grande valore, ma ridotta senza mezzi e senza risorse». Da Milano il sovrintendente ai Beni storici e artistici Nicola Spinosa risponde alle dichiarazioni del presidente della Fondazione Napoli '99 in merito al decadimento di una manifestazione artistico-culturale che ormai da nove anni caratterizza la primavera napoletana. Spinosa non ha dubbi e insiste nel ribadire che se qui c'è una cosa che non manca sono proprio le idee: «Se ci fossero fondi a disposizione e, insieme, personalità capaci di tradurre in fatti quelle idee di cui tanto si parla, ecco che il «Maggio» tornerebbe a essere un trionfo, un'iniziativa straordinaria in grado, come avveniva in passato, di esercitare un effetto trainante nei pacchetti dei tour operator e nell'immaginario di turisti e visitatori». Che fare, dunque? Beh, intanto smetterla con gli eventi e l'arte e i monumenti ridotti a splendere un solo mese all'anno: «La verità è che si dovrebbe pensare a organizzare avvenimenti e manifestazioni tutto l'anno perché questa è una città che offre ogni opportunità per farlo». Nicola Spinosa parla con gli esempi: «Se maggio si caratterizza con l'arte, a giugno potrebbe toccare la musica, o il cinema, o il teatro... È solo una questione di programmazione. Basta pensare che noi stiamo già mettendo a punto mostre per il 2005. È tanto difficile immaginare che un evento come il "Maggio dei Monumenti" non si può mettere insieme in pochi mesi? Che il successo di una qualunque manifestazione è dato soprattutto dall'organizzazione e dalla sua preparazione? Che l'assessore Giulia Parente è tanto cordiale e gentile, ma non ha alcuna conoscenza dei giusti canali per gestire un'iniziativa del genere?». Va da sè - per dirla ancora con le parole del sovrintendente - che se il Comune non decide di svoltare in qualche modo e affrontare la questione del «Maggio», come pure quella di «Estate a Napoli», diventa molto facile prestare il fianco ai criticoni. Insomma, pur denunciando una buona dose di inadeguatezza da parte dell'Amministrazione nella gestione di questa iniziativa, il sovrintendente difende ugualmente il mese dedicato ai monumenti e tutto quanto fa arte a Napoli. E lo fa, diversamente dai più, in maniera costruttiva offrendo la sua ricetta dopo aver messo a fuoco inefficienze e inadeguatezze: «Più risorse, maggiore competenza, informazione e comunicazione». E poi aggiunge: «Quando mancano le strutture e le specificità, come in questo caso, altrove ci si affida a organizzazioni di servizio specializzate e capaci di promuovere al meglio iniziative e appuntamenti. È chiaro che in mancanza di denaro tutto ciò diventa impossibile». E se il sovrintendente difende le idee e attribuisce il fallimento del «Maggio» soprattutto all'esiguità dei fondi a disposizione, l'assessore comunale al Turismo, che pure definisce «stucchevoli» le polemiche di Mirella Barracco, la pensa esattamente al contrario: «È sbagliato parlare solo di soldi: la qualità degli eventi e più in generale dell'iniziativa, non dipende solo dai fondi. Dal punto di vista tecnico, lo abbiamo spiegato più volte, le risorse sono quelle dell'anno scorso, - spiega Nicola Oddati - ma la rassegna ha un suo valore a prescindere. Il punto forte non sono gli eventi di contorno, ma la riapertura alla città di quei monumenti sempre vietati, di giardini storici e luoghi d'arte. Ecco, questo è il valore dal quale non si può prescindere. Quest'anno, poi, ed è una novità, si è anche scelto di estendere il «Maggio» all'area vesuviana e flegrea. E il prossimo anno, giurateci, inventeremo altro, perché qui le idee non mancano».
Maggio dei Monumenti - Spinosa alla Barracco: troppo facile criticare il Maggio va rilanciato
Il sovrintendente ai Beni storici e artistici di Milano, Nicola Spinosa, ha risposto alle dichiarazioni del presidente della Fondazione Napoli '99, Mirella Barracco, che sostiene che il Maggio è finito per mancanza di idee. Spinosa difende il mese dedicato ai monumenti e tutto quanto fa arte a Napoli, ma insiste nel ribadire che se ci fossero fondi a disposizione e personalità capaci di tradurre in fatti quelle idee, il Maggio tornerebbe a essere un trionfo. Spinosa suggerisce di organizzare avvenimenti e manifestazioni tutto l'anno, come ad esempio una mostra per il 2005, e di estendere il Maggio all'area vesuviana e flegrea.
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