Ora c'è la sala Isozaki, ma la Loggia? Schmidt: buco nero. Nardella: urge soluzione Nuove sale e un auditorium dedicato a Vasari. Così i Nuovi Uffizi prendono forma coi lavori ormai oltre il 50 ma con ancora un grande punto interrogativo: la Loggia di Isozaki. In attesa degli Uffizi del futuro, che stanno faticosamente prendendo corpo sala dopo sala e scelta dopo scelta, il direttore delle Galleria Eike Schmidt vuole accelerare sull'eterno cantiere di piazza del Grano, sulla loggia di Isozaki. Basta con quel «buco nero» a fianco del museo più famoso d'Italia, ha tuonato, richiamando la politica alle proprie responsabilità. Schmidt ha parlato in occasione dell'inaugurazione dell'auditorium intitolato al Vasari e delle adiacenti sale didattiche-museali, compresa la «sala Arata Isozaki» dove sono esposti i disegni ed il modellino con il quale l'architetto giapponese ha vinto nell'ormai lontano 1999 il concorso internazionale bandito dal ministero dei beni culturali, ma che non ha mai visto la posa della prima pietra e sulla cui realizzazione rimane l'incertezza. «Alla politica esprimo una sollecitazione molto chiara: qui abbiamo un cantiere dove succede poco per quel che riguarda una risoluzione di questo spazio urbanistico, così centrale per Firenze, e finora è un buco nero con una grande gru sopra. Un buco nero ed una gru su cui si affaccia anche Palazzo Vecchio, che il sindaco vede ogni giorno. È un problema che va assolutamente risolto. Va scelto se si preferisce uno spazio funzionale ad un grande buco nero nel centro di Firenze, con una gru sopra». Da qui anche al scelta di avere sala Arata Isozaki nel piccolo percorso collegato al nuovo auditorium. «Il fatto di aver intitolato una sala ad Isozaki prima di realizzare la loggia è un anomalia. L'anomalia, però, non è la sala ma la mancanza della loggia ha sottolineato il direttore delle Gallerie degli Uffizi Isozaki ha vinto questo grande concorso internazionale nel 1999, ormai 19 anni fa. Nel frattempo ha vinto anche il ricorso. L'Italia è uno stato di diritto e ora non c'è nessuna ragione amministrativa, legale, per non realizzare la loggia. Il problema non è se realizzarlo, ma quando. La politica decida». Anche perché «il problema continua ad esistere: c'è un cantiere in cui succede poco in uno spazio urbanistico così centrale per Firenze e va assolutamente risolta la situazione». Il sindaco Dario Nardella ha partecipato all'inaugurazione dei nuovi spazi a pian terreno nell'ala di ponente e sull'invito di Schmidt ha detto: «Sono fiducioso sul fatto che il ministro Franceschini trovi una soluzione, perché, in effetti, una soluzione è necessaria qualunque strada si prenda. Io non sono per principio contrario all'arte e all'architettura contemporanea, anzi ha aggiunto Nardella È un progetto promosso dallo Stato, da anni se ne stanno occupando tutti i ministeri, quindi noi come Comune non possiamo che svolgere un ruolo eventualmente di supporto. Ma non possiamo essere noi a fare il primo passo». L'occasione è stata l'inaugurazione di un auditorium da 120 posti, intitolato a Giorgio Vasari, e tre nuove sale collegate per un mini percorso nella storia della Galleria realizzata dal grande architetto aretino, nell'ambito di lavori per 4,5 milioni di euro che fanno parte dei Nuovi Uffizi. Schmidt è tornato anche sulla recente decisione del Consiglio di Stato che ha bocciato i direttori dei musei stranieri, arrivato contro alcuni dei concorsi voluti dal ministro dei beni culturali ma non per il concorso che lo riguarda direttamente Dario Franceschini. Ed ha parlato anche del suo addio a Firenze già annunciato da tempo, per trasferirsi nel 2020 a Vienna e dirigere il Kunsthistorisches Museum. «Restare agli Uffizi? Non è nemmeno sicuro se potrei restare. I massimi giudici amministrativi stanno dibattendo anche su questo. Non so se mi faranno restare... ha risposto sorridendo su un eventuale incarico bis Lavorare a Firenze mi piace ogni minuto. Mi piace tutto quello che si può fare nonostante le mille difficoltà e intoppi». Resta però il problema Italia: «Qui c'è un grande caos normativo prosegue In Austria hanno una struttura amministrativa semplicissima: lì le cose vengono decise anni prima poi nessuno le rimette in discussione. Invece, se qui in Italia venissero oggi Cesare o Seneca chissà come si sentirebbero a vedere cosa è diventata la lineare chiarezza del loro diritto romano...».