Filippo Del Corno Assessore alla Cultura - Comune di Milano Caro direttore, con una settimana di proroga, dovuta alla grande affluenza, e oltre 400 mila visitatori si è chiusa domenica la mostra di Palazzo Reale «Dentro Caravaggio». Il progetto espositivo, grazie all'autorevole curatela di Rossella Vodret e il prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen, ha raccolto a Milano 20 opere del grande artista, provenienti da musei e istituzioni culturali di tutto il mondo. La mostra, grazie all'applicazione di metodi e tecnologie applicate nella diagnostica contemporanea, ha potuto sviluppare un'accurata ricerca scientifica e storica, i cui esiti sono di grande importanza sia dal punto di vista di una più esatta datazione cronologica della vicenda biografica di Caravaggio, fortemente intrecciata al suo percorso artistico, sia per una ricostruzione più consapevole del gesto creativo e della visione compositiva che ha generato la realizzazione dei suoi straordinari capolavori. L'esperienza produttiva di questa mostra, grazie a un positivo connubio tra risorse pubbliche e private, ha stabilito una profonda connessione tra l'esigenza di un approccio curatoriale scientificamente rigoroso e innovativo e la prospettiva di un'attitudine divulgativa di grande inclusività culturale e sociale. Si è potuto quindi dimostrare come la progettazione di attività espositive può essere sottratta all'asservimento a dinamiche effimere tipiche della programmazione di «eventi», e costituire invece l'intelaiatura neces-saria per il progredire della conoscenza e per una sua sempre più ampia diffusione; al tempo stesso si è nuovamente sperimentato come mostre e musei non debbano essere considerate entità in conflitto, ma soggetti complementari e alleati per la tutela e la promozione della cultura. In piena coerenza con questo metodo nella settimana conclusiva della mostra è stato convocato nelle sale di Palazzo Reale un convegno di studi, a cui hanno partecipato storici dell'arte e ricercatori di grande rilievo insieme a direttori e conservatori di importanti istituzioni museali internazionali: le molte novità emerse dalle indagini condotte per la mostra sono state oggetto di un'ampia discussione, di un confronto davvero costruttivo che ha permesso di aprire nuove frontiere di approfondimento sulla vita e sull'opera di Caravaggio. In apertura del Convegno ho lanciato una proposta che desidero riproporre su queste pagine: costituire a Milano un Centro Studi Nazionale permanente dedicato a Caravaggio, che raccolga i più importanti studiosi del pittore e del contesto artistico a lui contemporaneo, per un'attività costante di ricerca, approfondimento e divulgazione. La costituzione di tale Centro Studi deve naturalmente essere promossa innanzitutto dal ministero per i Beni e le Attività culturali; la città di Milano è pienamente disponibile ad essere sede del Centro non solo perché luogo natale del Caravaggio, come definitivamente accertato, ma anche perché il Centro può nascere come positiva e naturale conseguenza della mostra di Palazzo Reale, come sedimentazione effettiva dell'esperienza compiuta in questi mesi nello sviluppo di nuove metodologie di ricerca e nella costruzione di ramificate relazioni internazionali che hanno messo in dialogo sedi e istituzioni museali di tutto il mondo. Milano può essere punto di partenza ideale per una esplorazione ancora più profonda della vita e dell'opera di un grandissimo artista italiano, per arrivare davvero a portare gli occhi, le intelligenze e le sensibilità del nostro tempo «dentro Caravaggio».