Proteste anche in altre zone del centro: «Basta amplificatori» Parlano di guadagni record: 100 euro l'ora. Tanto, secondo abitanti e commercianti del Pantheon, incassano i «musicanti» che si esibiscono sulla piazza. E sono pronti ad affermare che nelle tre o quattro ore di performance giornaliera si portano a casa un bel gruzzolo di qualche centinaio di euro: «Non sono cifre campate in aria - afferma Roberto Tomassi, presidente dell'Associazione abitanti Campo Marzio - Basta assistere e vedere la generosità dei turisti ai quali questi spettacoli piacciono perché non hanno la sensibilità per capire che non sono adeguati al luogo». Soprattutto ai timpani di chi al Pantheon vive e lavora. Così come in altri luoghi del centro, da San Carlo al Corso a largo Goldoni, da piazza del Popolo a piazza Navona, dove è musica continua con amplificatori , giorno e notte. «Invito Virginia Raggi e il ministro Dario Franceschini, che è solo a due isolati da qui e che può coinvolgere le sovrintendenze, a venire di persona a sentire cosa succede al Pantheon durante tutta la giornata - è la sfida di Tomassi - E ho sempre l'idea di esibirmi io stesso: anche un non artista come me infatti può iscriversi al registro. Metto uno stereo a tutto volume, faccio finta di suonare e cantare e nessuno può fermarmi per due ore». Qui a qualsiasi ora è il caos: l'immancabile centurione, i camion che scaricano le merci, la gente seduta sulla fontana e il suonatore con tastiera o batteria. Pur di non sentirli i turisti rinunciano alla camera con vista. «I nostri ospiti non riescono a riposare - spiega Ann Johansson, deputy manager dell'hotel Senato - A volte chiedono perfino di passare sul retro pur di non sentire il chiasso». L'antico albergo Senato ha una documentazione completa: misurazioni di decibel, esposti, una querela firmata con tutti gli esercenti (i camerieri sostengono che non riescono a sentire le ordinazioni) . «Il volume è alto soprattutto la sera - aggiunge Johansson - Abbiamo clienti che vengono qui da 15 anni e che si chiedono cosa è successo: se non ci sono i musicanti, ecco i palchi per le manifestazioni». Perfino il parroco, monsignor Micheletti - il monumento è una chiesa, Santa Maria ai Martiri - racconta di funzioni religiose che non si riescono a seguire: «A volte è terribile. Il Pantheon non è una chiesa come le altre, con una porta, è una chiesa aperta e tutti i rumori della piazza si riversano all'interno». Così gli abitanti del centro storico hanno deciso di far squillare il segnale della rivolta invocando «decoro e rispetto delle regole». «Il fatto che la piazza sia un luogo di culto rende già per sé attivo il divieto di fare musica con tanto di amplificatori - spiega Viviana Piccirilli Di Capua dell'Associazione abitanti centro storico -. Ci dovrebbero essere più vigilanza e conoscenza delle norme anche non scritte, il Pantheon è uno dei monumenti più importanti del nostro Paese». Dal Pantheon a piazza del Popolo e al Corso: «È domenica ed è pieno di cantanti - racconta Desirée Nieves, del Comitato abitanti piazza del Popolo - sia sulla piazza che all'inizio di via del Corso fino a San Carlo e largo Goldoni. Sono in cinque o sei con gli amplificatori. È il caos, bisognerebbe trovar loro un'altra collocazione».