Stop della Soprintendenza archeologica al cantiere di Palazzo Aldrovandi Montanari, dimora settecentesca in corso di ristrutturazione in via Galliera, al civico 8. Un fax firmato venerdì scorso dal soprintendente Luigi Malnati ordina la sospensione degli scavi nel cortile secondario del palazzo, sottoposto a un vincolo archeologico sancito da un decreto ministeriale dei primi anni '90. La vicenda è stata segnalata anche alla procura, che ha aperto un'inchiesta per ve-rificare il rispetto delle normative. La vicenda, come spiega l'ingener Gian Carlo Ballotta, direttore dei lavori in fase di esecuzione, è iniziata il giorno 4 con la visita di un ispettore onorario di via Belle Arti. Il giorno successivo è stata la volta di un funzionario che ha constatato la presenza degli scavi: «Poche ore dopo chiarisce l'ingegnere è arrivato il fax che ordinava la sospensione del cantiere limitatamente al cortile secondario. Teniamo a sottolineare che non c'è traccia di reperti e che prima degli scavi, per la posa di fognature e reti sulle parti comuni, abbiamo eseguito carotaggi fino a sei metri, che dimostrano l'assenza di qualunque tipo di struttura. Li sottoporremo alla soprintendenza; del resto per il nostro progetto avevamo ottenuto tre nulla osta». Ma non quello della soprintendenza archeologica, che ha la competenza sul cortile. «Non essendoci il nulla osta spiega il soprintendente Malnati il fermo è un atto dovuto. Ora occorrerà verificare se ci sono stati danni e forse sarà necessario procedere a scavi archeologici veri e propri. In quanto alla segnalazione alla procura, anche quello è un atto dovuto». L'apposizione del vincolo sul cortile risale ad affioramenti avvenuti in occasione di un cantiere aperto nei primi anni '90 su via Schiavonia: in quell'occasione furono scoperti una strada e strutture di epoca romana. Iniziò quindi un'istruttoria che si concluse col vincolo. «Che forse non era noto ai progettisti», aggiunge il dottor Malnati, precisando che il nulla osta ottenuto dalla Soprintendenza ai beni architettonici vale solo per gli interventi sull'edificio. Che ha quasi duemila anni in meno di ciò che potrebbe esserci sotto.