L'associazione San Lorenzo: crowdfunding per uscire dall'immobilismo «La novella dello stento», la chiama Goffredo Serrini, architetto e esponente dell'associazione di cittadini di San Lorenzo, Sant'OrsolaProject, non si sa se più sdegnati o disperati per la fallimentare e annosa vicenda di Sant'Orsola. Forse più che disperati, decisi a non mollare a rialzare la testa, a riprendere in mano, visto «che l'amministrazione dopo anni e anni non ci riesce», le vicende dell'antico convento condannato a restare ancora buco nero dopo il fallimento dell'ultima speranza, la cordata Bocelli che vi avrebbe dovuto fare, oltre al resto, l'accademia di musica del tenore. Si frugheranno in tasca gli abitanti del quartiere e chiederanno sostegno a tutti i fiorentini per riaprire di loro iniziativa Sant'Orsola. «Non mi fraintenda dice Serrini Non siamo così sciocchi da pensare di poter trovar le somme necessarie al restauro e al rilancio. Ma stiamo pensando a una specie di crowdfunding che permetta di riaprire le parti che specie al pianterreno sono state messe in sicurezza » . Un piano B, « se non per rimettere in funzione l'ex convento almeno per viverlo, attirare l'attenzione in attesa o in parallelo con un'iniziativa finalmente seria dell'amministrazione » . L'associazione Sant'OrsolaProject è decisa a impegnarsi, convinta che non si debba escludere un azionariato popolare che possa mobilitare la cittadinanza. « Basterebbe dice Serrini che ogni abitante di Firenze desse un euro e metteremmo insieme 300 o 400 mila euro che basterebbero perlomeno per riaprire questo straordinario contenitore abbandonato da cinquant'anni ». Non sarà facile, si tratta non solo di raccogliere soldi, ma di organizzarsi, fare la piattaforma, tutto quello che è necessario al crowdfunding. « Ma ci riusciremo », dicono e sperano. Serrini ricorda che ci sono zone agibili dentro il gigante chiuso e che basterebbero alcuni accorgimenti per poterle usare: «Tre anni fa facemmo una tre giorni di concerti e attività » . Ricominciare sarebbe il sasso in uno stagno che gli abitanti del quartiere giudicano paradossale. «Sono anni che se ne discute e sono altrettanti che i progetti falliscono » . All'ultimo ci avevano creduto, a quello della cordata di dieci imprenditori che facevano capo al progetto di Bocelli di fare nel centro del quartiere, a Sant'Orsola, la sede della sua accademia di musica che avrebbe attratto studenti e musicisti dal mondo. La Metrocittà aveva già dato la concessione provvisoria. La soprintendenza, rivela Serrini, aveva detto per ironia della sorte di sì proprio a fine dicembre. Quando invece tutto è andato a gambe all'aria dopo le vicende giudiziarie di due dei soci. Resta un fatto incontestabile, secondo l'architetto: «Saranno state pure questioni interne al raggruppamento, ma sono anni che se ne discute. Ne viene inevitabilmente fuori l'idea anche di un'incapacità o una non volontà della politica, perlomeno di mancanza di una regia e di attenzione » . Per questo Sant'OrsolaProject proverà a agitare le acque.