Scoppia il caso dei nuovi corrimano d'acciaio imbullonati sulla scalinata duecentesca della cattedrale di San Lorenzo. Sono stati montati ieri mattina, brillanti e davvero molto evidenti, e immediatamente hanno suscitato la preoccupazione degli storici dell'arte. Tanto che, ieri pomeriggio, il sovrintendente unico per la Liguria, Vincenzo Tiné, ha inviato i suoi ispettori a controllare l'opera. Che, è risultato, non era stata autorizzata dal Ministero. « La Curia ci aveva segnalato un riposizionamento del corrimano già preesistente sulla scalinata del corrimano » , spiega il soprintendente Tiné, che conosce il problema di quella scalinata, spesso scivolosa, per cui l'installazione, a supporto dei fedeli e soprattutto dei sempre più numerosi turisti, è sicuramente necessaria. Il nodo però risalta immediatamente agli occhi degli ispettori. Il corrimano non è, come da accordi tra Curia e Soprintendenza, quello preesistente, che doveva soltanto essere ricollocato, ma un nuovo manufatto, molto più "ingombrante" e ampio, visibile e che, di fatto, stravolge la lettura della facciata della cattedrale, tagliando di netto la partitura della scalinata in tre settori. Diversi storici dell'arte hanno segnalato quello che appare un intervento davvero scomposto, suggerendo che gli stessi due corrimano avrebbero potuto essere addossati alle estremità della scalinata, non sottraendo dunque un aiuto necessario alla fruibilità del bene, da parte di fedeli e visitatori, ma pure rispettandone la storia e soprattutto non avendo alcun effetto stravolgente sulla facciata. Peraltro è stato scelto un materiale, come l'acciaio, che non trova alcun utilizzo nella cattedrale, completamente estraneo al monumento. « Dopo aver avuto informazione del ripristino, da parte della Curia ricostruisce la vicenda, Vincenzo Tiné avevamo assentito verbalmente, chiarendo che si trattasse del ripristino dei vecchi corrimano. Quelli nuovi, attuali, sono di fatto privi di autorizzazione » . Insomma, la Curia ha installato le ringhiere d'acciaio sulla facciata della cattedrale duecentesca di Genova senza avere alcun permesso dal Ministero dei Beni Culturali. Non solo, la nuova ringhiera è stata fissata al monumento in modo decisamente invasivo e le perforazioni della pietra degli scalini, per imbullonare i corrimano, sono ormai compiute. Inoltre, fanno notare alcuni studiosi, il corrimano, oltre ad essere molto più grande e di materiale completamente avulso dal contesto, oltre che in posizione discutibile, presenta anche alcuni, seppur stilizzati, motivi decorativi a griglia che stridono enormemente con il contesto storico e artistico. « Cerchiamo una soluzione con la Curia per superare l'impatto dell'attuale formulazione del corrimano » , spiega preoccupato Tiné, che per nulla incarna un retrogrado modo di proteggere i beni culturali impedendo modifiche o migliorie o sovrapposizioni di servizi utili per il pubblico. E ieri, dopo il sopralluogo e il report dei suoi ispettori di zona, si è immediatamente messo in contatto con la Curia per cercare di trovare una soluzione.