Il Castello del Catajo nel 2017 è stata la dimora storica privata più gettonata del Veneto. I visitatori che hanno varcato il portone d'ingresso di quella che è considerata la Reggia dei Colli Euganei sono stati 41.600, un record assoluto per il Catajo che è riuscito a competere con le più famose dimore statali e private come Villa Pisani di Stra e Villa Contarini a Piazzola sul Brenta. «Siamo molto fieri di questi risultati», afferma il titolare dell'antico maniero, Sergio Cervellin. «È stato premiato il grande impegno di mezzi e di energie volti alla valorizzazione in corso di questa opera d'arte che per anni era rimasta nell'ombra. Nel corso del 2017 abbiamo portato avanti molti lavori di restauro e anche questo è servito da richiamo per i visitatori». Nel 2017 sono stati recuperati la terrazza ducale, il giardino della Duchessa ed è stato aperto al pubblico nella sua interezza il grande Parco delle delizie. I lavori di restauro sono ripresi nella stagione invernale e porteranno altre novità con l'arrivo della bella stagione. Marco Moressa, direttore del Castello, evidenzia i tanti eventi che sono stati organizzati nella scorsa stagione sia all'interno che all'esterno del complesso storico. «Il Catajo ha cambiato pelle», spiega il direttore. «È stato un anno ricco di eventi per tutti i tipi di pubblico e questo permette di apprezzare diversi suoi aspetti. Non è più una realtà periferica ed immobile ma dinamica come avviene nei grandi musei del nord Europa». Il proprietario Sergio Cervellin, che ha rilevato il monumento all'asta nella primavera del 2016 per 2. 750. 000 euro, evidenzia anche la vicenda del nuovo centro commerciale di Due Carrare, previsto a circa 700 metri dal Castello. «La notizia inaspettata della costruzione del centro commerciale ci aveva spiazzati e ci ha creato non poche ansie e difficoltà», aggiunge l'imprenditore originario di Villa del Conte. «Sono stati proprio i visitatori a sostenerci e a darci la forza di non abbassare la guardia. In tantissimi sono venuti a manifestarci solidarietà, poi è venuto il vincolo della Soprintendenza, non potevamo sperare in una migliore conclusione dell'anno. Si è finalmente riconosciuto il ruolo centrale che ha il castello nella difesa del paesaggio euganeo. Pare sia giunto il momento del riscatto per quella che è una delle più grandi case storiche d'Italia». Gianni Biasetto