Quattro domus chiuse da anni riaperte alla visita: il Parco archeologico di Ercolano, uno dei nuovi musei autonomi della riforma Franceschini, punta ad ampliare l'offerta di visita e a consolidare il tredicesimo posto tra i siti più visitati d'Italia nel 2017 con 470.123 ingressi. La novità ha il volto di quattro importanti domus dell'antica Ercolano, riaperte grazie all'accordo stretto dal direttore Francesco Sirano con la società Ales: la Casa dei Due Atri, la Casa del Bel Cortile, la Casa dell'Erma di bronzo e la superba Casa dei Cervi. «Parte un nuovo capitolo per il Parco archeologico di Ercolano dichiara Sirano - l'apertura di quattro domus con personale Ales significa restituire una parte significativa di patrimonio al pubblico. Ma questa fase rappresenta per noi anche l'avvio di un periodo di monitoraggio dell'impatto su tali domus della frequentazione da parte del pubblico. Per tutelare gli edifici - spiega il direttore osserveremo costantemente che effetto avrà la presenza dei visitatori su ambienti, strutture murarie, pavimenti e dipinti, pronti a proporre eventuali alternanze e rotazioni di aperture, ma anche a programmare tutti gli interventi di manutenzione e restauro del caso, alcuni dei quali sono già in corso di svolgimento». Intanto, va avanti il progetto "Maiuri pop-up: Extended Interiors" che coinvolge scuole cittadine e studenti dell'Accademia di belle arti di Napoli. Sono in corso di realizzazione i manufatti che, nei prossimi mesi, andranno a realizzare l'allestimento della Casa del Bel Cortile. L'iniziativa, condivisa dal direttore Sirano con la Newcastle University, è guidata dal team dell'artista Catrin Huber (finanziato dall'istituzione britannica Arts and Humanities Research Council) e si realizza in collaborazione con l'Herculaneum Conservation Project della Fondazione Packard, attivo nel sito archeologico dal 2001. a. fe.