Sorrento- Hanno iniziato con una jacaranda in fiore, abbattuta per sistemare un marciapiede. Costo 22 mila euro. Era un albero rigoglioso che svettava davanti l'hotel Gardenia all'inizio di Sorrento. A molti cittadini l'operazione non è piaciuta affatto. Tanto che ieri mattina, dietro esposto di Claudio D'Esposito Presidente della sezione del WWF Terre del Tirreno del Wwf, negli uffici del comune di Sorrento sono arrivati i carabinieri forestali di Castellammare di Stabia a spulciare le carte. Una denuncia lunga e articolata, contenuta in undici pagine e corredata di materiale fotografico, nella quale D'Esposito chiede di accertare: "la sussistenza di tutte le autorizzazioni richieste dalla legge per l'abbattimento degli alberi sul Corso Italia di Sorrento; il rispetto delle norme antinfortunistiche e di cantiere; la conformità dei mezzi utilizzati al trasporto di rifiuti speciali; se nei fatti narrati si ravvisino ipotesi penalmente rilevanti in relazione anche ad omissioni da parte di pubbliche amministrazioni. Uno dei punti chiave della questione è certamente quello legato alla mancata autorizzazione paesaggistica. Secondo il comune non sarebbe stata necessaria a seguito delle modifiche introdotte dal legislatore con la cosiddetta autorizzazione paesaggistica semplificata. A "smentire" la tesi dell'ente ci sarebbe però una circolare ministeriale datata luglio 2017, secondo cui l'intervento di taglio di alberi è consentito senza autorizzazione della Sovrintendenza, solo laddove gli esemplari vengano sostituiti con esemplari adulti della stessa specie, di altra specie autoctona o comunque storicamente naturalizzate e tipiche dei luoghi. Ma non solo il Wwf è allarmato, anche altre associazioni, di Sorrento e persino di Positano. Anche perché nella lista di alberi da abbattere su 409 esistenti nel territorio pubblico, ce ne sarebbero addirittura ben 92, "Una sorta di 'Schindler List' afferma Claudio D'Esposito, abbiamo chiesto di valutare i casi, di ripiantare gli alberi. "