Il pavimento di cemento, l'arredo spoglio, il riscaldamento che non c'è, ma i locali continuamente animati dai laboratori e dalle prove degli attori. Il Teatro Rossi di Pisa si prepara a una nuova rinascita, quella definitiva. Sono trascorsi più di cinque anni da quando, nel 2012, un gruppo di studenti universitari e di precari della cultura decise di occuparlo, tirandolo fuori dallo stato di abbandono in cui si trovava per renderlo nuovamente uno spazio aperto alla città. Da allora l'associazione Tra ( acronimo di Teatro Rossi Aperto) ha organizzato più di 500 eventi e oggi annuncia quella che potrebbe essere la svolta decisiva: «La Regione Toscana ha avviato la pratica per acquisire il Teatro Rossi dal Demanio, che è l'attuale proprietario spiegano dall'associazione Questo significherebbe poter iniziare finalmente i lavori che ci permetteranno di avere una prima agibilità con impianti elettrici funzionanti, riscaldamento e uscite di sicurezza a norma. Poi vorrebbe dire anche poter partecipare a progetti e bandi europei, cosa che fino a ora c'è stata negata visto che in qualche modo continuiamo a muoverci nell'illegalità » . La conferma arriva dalla vicepresidente della Regione e assessora alla Cultura, Monica Barni: «Attraverso una procedura di federalismo demaniale vorremmo che il bene passasse alla Regione spiega Ci siamo già attivati per studiare le condizioni che consentirebbero questo passaggio. I tempi non ci sono ancora, ma quello che ci sta più a cuore è trovare una soluzione duratura e fare in modo che il teatro resti vivo e attivo». La Regione conferma anche il dialogo con l'associazione, che rilancia: «Vorremmo che questo spazio non perdesse l'anima che ha avuto in questi cinque anni e restasse aperto al territorio e alla contaminazione di esperienze, civiche e artistiche. Chiediamo di essere coinvolti, insieme ad altri soggetti con cui abbiamo lavorato in questi anni, da Emergency a Legambiente, fino al sistema delle residenze toscane » . Il passaggio di consegne sembra essere la strada giusta per smuovere una situazione in stallo da anni: « La Regione aveva già stanziato 100 mila euro, una prima tranche che doveva servire per i lavori di messa a norma della platea e di una parte del teatro ricordano dall'associazione con l'annuncio dei fondi pareva tutto a un passo e invece ci siamo ritrovati in una situazione claustrofobica dalla quale non pareva esserci via d'uscita. C'è stato un continuo rimpallo di responsabilità fra Demanio e soprintendenza ( lo spazio, del Settecento, è vincolato) con nessuno che intervenisse per dare certezze sull'apertura del cantiere. Ora che la Regione si impegna a rilevare il Teatro, ci crediamo davvero». v.s.