VENEZIA. Non solo libri ma anche gadget, oggettistica, accessori a tema e gli esempi del miglior artigianato locale. I bookshop dei musei civici si trasformano in piccole boutique, seguendo la strada già tracciata dai «colleghi» esteri. «La nostra massima ambizione è quella di convincere i clienti ad entrare nel museo anche solo per visitare il bookshop», spiega Iole Siena, presidente del gruppo Arthemisia che, assieme agli spagnoli di Palacios y Museos, ha sbaragliato gli avversari e si è aggiudicato il bando per la gestione dei puti vendita interni al circuito museale comunale. Cambieranno i mobili, gli allestimenti, l'illuminazione e la disposizione di tutti i bookshop (in un paio di casi, quelli in cui risultavano costretti in pochi metri quadri, saranno spostati di stanza): «Le chiusure saranno inevitabili, ma stiamo studiando un piano di lavoro assieme alla Fondazione Musei Civici per ridurle al minimo, giusto una manciata di giorni», continua Siena. Nel frattempo Arthemisia sta preparando il mobilio e si appresta ad avviare i colloqui individuali ai 17 lavoratori attualmente in forza ai punti vendita. La clausola sociale presente nel bando è subordinata alle esigenze del nuovo appaltatore, che quindi non si fa alcuno scrupolo a sottolineare che «i vecchi automatismi, che volevano il lavoro assicurato solo in virtù dell'anzianità, saranno dimenticati». Siena spiega che ogni dipendente sarà valutato e se sarà giudicato capace non solo di gentilezza e cortesia, ma anche in possesso delle caratteristiche che contraddistinguono un buon venditore, sarà mantenuto al suo posto; viceversa, si provvederà a ricercare altre figure per supplire alle mancanze. «Non abbiamo però alcun accordo con cooperative o agenzie, né arriviamo a Venezia con il nostro personale specifica la presidente La nostra speranza è di poter contare su chi fa già questo lavoro da anni, e di non dover sostituire troppe persone». Su ogni passaggio, comunque, vigilerà la fondazione Musei Civici, che proprio nei giorni scorsi ha assicurato ai delegati sindacali come ad ogni incontro sarà presente un rappresentante dell'istituzione veneziana, come forma di garanzia e tutela. Arthemisia, al momento, risulta più occupata a raffinare la sua offerta verso i visitatori: «Dobbiamo ricordare che la maggioranza dei nostri clienti è composta da turisti, che durante la giornata attraversano la città a piedi continua Siena In quanti tra loro sceglieranno di continuare la visita con un pesante catalogo rilegato in borsa? Ecco perché da una parte permetteremo loro di ordinare i nostri libri e farseli spedire direttamente a casa, dall'altra ci concentreremo maggiormente su oggettistica, gadget e souvenir». Ogni museo avrà una sua linea specifica di prodotti, disegnata su misura con i loghi di Ducale, Correr, Vetrario e tutte le altre sedi del circuito cittadino. L'offerta sarà ampliata guardando alle eccellenze locali con prodotti specifici in vetro di Murano, merletti, maschere e comunque artigianali.
Corriere della Sera
19 Gennaio 2018
Venezia. Gadget e libri (on line)i bookshop dei musei parlano anche spagnolo
GI
Giacomo Costa
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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