Gli ultimi casi sono quelli dell'accesso negato ai disabili sul Crescentone in piazza Maggiore e dei contestati container marroni in piazza Verdi. Ma la dialettica con la Soprintendenza, giocata sulle carte progettuali e non sempre indenne da polemiche, è nelle cose per chiunque si occupi di edifici storici. Sulla scrivania del dirigente di via Belle Arti Luigi Malnati giacciono infatto parecchie pratiche ancora in sospeso che dieci architetti (per quattro province) stanno discutendo o devono ancora discutere con gli attuatori. Ecco tutti i capitoli di questo confronto. Staveco L'area su viale Panzacchi, attualmente in parte occupata da un parcheggio di 180 posti, ha potenzialità molto ampie. Per essa era stato previsto un campus universitario, idea cancellata dal rettore Francesco Ubertini. La Soprintendenza non ha espresso giudizi in quanto non c'è ancora un progetto su ciò che si intende realizzare. La proprietà è del Demanio e proprio con esso il soprintendente Malnati si incontrerà la prossima settimana per un confronto. L'impressione è che chiunque rileverà l'area, attenda che il primo passo con le proposte le faccia il Demanio stesso. Modernissimo Questo simbolo della Bologna "Belle époque" con fregi liberty in ferro sulla facciata di via Rizzoli, è oggetto di un recupero da parte della Cineteca cittadina grazie a un progetto molto ambizioso che intende rivitalizzare i cinematografi di inizio secolo. Un'idea che punta al recupero anche delle decorazioni liberty nella sala sotterranea. Per fare ciò è stato avviato un costante dialogo con la Soprintendenza che sta approdando all'approvazione definitiva. «Siamo in dirittura d'arrivo» spiega il presidente della Cineteca Luca Farinelli. Palazzo d'Accursio Altro confronto al punto di essere licenziato definitivamente è quello relativo alla terrazza della Torre dell'Orologio del Comune, uno dei luoghi meno conosciuti della Bologna monumentale. In questo caso il progetto di apertura del belvedere sulla città prevede la possibilità di accesso al pubblico. Dopo un confronto con la Soprintendenza è l'assessore Riccardo Malagoli ad annunciare che entro l'estate si dovrebbe giungere alla sospirata apertura. Villa Aldini Per la storica dimora napoleonica sul colle dell'Osservanza, nella quale furono sistemati anche i rifugiati, la Soprintendenza ha chiesto al Comune di intervenire in quanto la villa, edificata nel 1811 in stile neoclassico, cade a pezzi e oltre a ciò non è fruibile per i visitatori. Finora, tuttavia, per il monumento non esiste un progetto di recupero da parte di palazzo d'Accursio. Dagli uffici di via Belle Arti premono per intervenire prima che la situazione diventi irrecuperabile. Montagnola Il parco afflitto da un'endemica malavita, è al centro di un progetto che lo lega alla vicina stazione delle corriere, ma le carte non sono ancora arrivate in Soprintendenza. A giudizio di quest'ultima, l'intervento è molto delicato perché sotto il parco giacciono i resti delle antiche fortezze medievali. Portico di San Luca Si andrà avanti a stralci e gli uffici di via Belle Arti valuteranno di volta in volta i progetti in collaborazione con Comune e Curia. Piazza Verdi Uno dei tasselli più difficili da giudicare. I container in continuità con quelli di via del Guasto, non piacciono alla Soprintendenza, la quale, dopo una intensa discussione, ha concesso il via libera a condizione che box e torretta siano temporanei. Un caso dibattutissimo che ha ricordato quello riguardante le "Gocce" ideate da Mario Cucinella davanti a palazzo Re Enzo. Crescentone Caso in itinere e ancora tutto da dipanare che si trascina da oltre dieci mesi. Al centro di tutto uno "scivolo" che dovrebbe consentire a chi non cammina di accedere al Crescentone. Una banale applicazione della legge sull'abbattimento delle barriere architettoniche che tocca la piazza più pregiata della città. «Il Comune ha presentato una proposta, poi ha cambiato idea» spiega Malnati .