«Facciamo un museo unico siciliano per Palermo capitale della cultura». Il gallerista Francesco Pantaleone sogna di vedere il Satiro, la Phiale e la Dea di Morgantina riuniti a Palazzo Riso. «Sarebbe un ottimo modo per dare visibilità ai gioielli siciliani sparsi nei musei dell'Isola. Non dimentichiamo che il 2018 è anche l'anno di Manifesta, la biennale di arte contemporanea: potrebbe essere una grande occasione per dare ai visitatori uno sguardo millenario che parta dall'archeologia e arrivi al moderno e al contemporaneo». Dove immaginerebbe questo museo unico siciliano temporaneo? «I luoghi più naturali sarebbero il Salinas o l'Albergo delle povere. Ma se dovessi scegliere un museo, punterei su Palazzo Riso: sarebbe affascinante vedere le grandi opere dell'antichità in mezzo a pezzi contemporanei. Non sarebbe una novità: basti pensare che il "Salvator mundi" di Leonardo Da Vinci è stato inserito in un'asta di opere contemporanee». Quali opere selezionerebbe? «La scelta non è semplice, sicuramente bisogna prima valutare quali opere possono essere trasportate in condizioni di sicurezza. Mi farebbe piacere vedere insieme il Satiro di Mazara del Vallo, la Phiale di Caltavuturo e la Dea di Morgantina. Però, se da un lato sarebbe affascinante visitare una mostra temporanea dei capolavori siciliani, dall'altro non penso sia corretto spostare definitivamente dai propri luoghi questi pezzi. Ogni opera è legata al suo territorio, e questo legame va tutelato». Però i visitatori sono pochi. «Bisogna lavorare soprattutto su due fronti. Per un turista è un calvario arrivare fino ad Aidone per ammirare la Venere: serve un investimento nelle infrastrutture della Sicilia. E poi è necessaria una pianificazione della promozione di questi gioielli». L'assessore regionale ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi, ha annunciato di voler trasferire la Dea di Morgantina per una mostra temporanea. Lei è d'accordo? «Non ho pregiudizi, ma penso che queste decisioni devono essere ponderate. Mi spiego: nel 2016 il British Museum di Londra ha allestito una mostra sulla Sicilia che ha riscosso un gran successo. Perché non studiamo qual è stato il ritorno per i territori di provenienza delle opere? Serve un'analisi seria, prima di poter dire di essere d'accordo o no sull'idea di trasferire i nostri beni culturali».